A Pescara le casalinghe si prostituiscono contro la crisi

Purtroppo tra le storie drammatiche che raccontano di una crisi come quella che stiamo vivendo, c’è anche questa, che arriva da Montesilvano, vicino Pescara, e che parla di casalinghe disoccupate e non, che hanno deciso di prostituirsi per mettere qualche soldo in tasca. La storia è riportata dal quotidiano locale “Il Centro”. Secondo quello che si apprende, un gruppo di giovani casalinghe, aveva creato una vera e propria casa a luci rosse, in provincia di Pescara, dove aspettavano i loro clienti, che le pagavano profumatamente. Il tutto è stato scoperto dai Carabinieri dopo sei mesi di indagini. Come dicevamo prima, c’è chi è disoccupata, e chi invece voleva arrotondare lo stipendio, tra il gruppo delle “casalinghe squillo”. Ogni prestazione aveva una tariffa di 50 euro, che raddoppiava se si chiedevano due donne contemporaneamente, per un incasso totale di circa 500 euro a serata. Da quello che si apprende, la casa di appuntamenti organizzata dalle donne, veniva pubblicizzata da loro stesse su diversi siti internet: per fissare un incontro con loro bastava una telefonata. Erano tutte casalinghe italiane, ad eccezione di una, ed avevano tutte un’età compresa tra i 30 e i 50 anni. Il motivo che le spingeva a svolgere questa seconda attività era proprio il bisogno di soldi dovuto alla crisi economica. I carabinieri sono riusciti a risalire all’identificazione di 15 clienti della casa a luci rosse: avevano tutti un’età compresa tra i 20 e 60 anni, tra loro c’è  anche un funzionario di un ente pubblico pescarese.

Da quello che si apprende adesso la casa a luci rosse è sotto sequestro, e i militari dell’arma hanno provveduto anche a sequestrare tutti gli attrezzi del mestiere: vibratori, manette, preservativi e frustini. Due persone sono state denunciate per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Si tratta di un 43enne di Montesilvano, affittuario dell’appartamento e una donna di 35 anni che l’aveva subaffittato.

 

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