Beppe Grillo a Roma chiude lo tsunami tour


La stampa italiana non può entrare, la stampa italiana adesso può entrare nel back stage. Ci sono più di 100mila persone, ce ne sono di meno; piove o non piove; Beppe Grillo arriva a Roma e quello che è certo  è che sono tanti gli italiani scesi in piazza a prescindere dalla cifra. Lo tsunami tour si chiude con la tappa a San Giovanni di Roma, si chiude in quello che viene definito un giorno da ricordare, un giorno che enterà nella storia. Anche noi abbiamo voluto partecipare per toccare con mano quello di cui spesso scriviamo solo parlando delle dichiarazioni. Possiamo dirvi che nella piazza di San Giovanni di gente ce n’era, certo non quella che siamo abituati a vedere al concerto del Primo Maggio ma sicuramente l’entusiasmo non mancava. Ci sono bambini con le loro mamme e i loro papà; ci sono giovani, ci sono meno giovani. C’è un’Italia curiosa che vuole vedere da vicino Beppe Grillo e c’è l’Italia che vede in lui qualcosa di nuovo, non siamo qui per giudicare questo.

In aggiornamento- la piazza continua a gridare “tutti a casa” rivolgendosi ai vecchi politici. Nel frattempo è atteso l’intervento di Beppe Grill che doveva salire sul palco intorno alle 20,00 ma di cui ancora non c’è traccia.

Sono le 20,49 Beppe Grillo e il suo camper sono arrivati. La piazza adesso è realmente stracolma, si parla di grandi numeri. Le prime parole di Grillo” E’ tutta la notte che mi esercito per non commuovermi” poi si guarda intorno e ironicamente dice: “mi aspettavo qualcosa di più”. “Io ho dato fuoco a una miccia, sono l’artefice, sono pieno di messaggi di gente che mi chiede cosa da fare, gente da tutta Italia. Abbiamo fatto tutto questo insieme e possiamo dire che abbiamo fatto grandi cose insieme. Siamo pieni di macerie invisibili, macerie sociali, di rapporti umani, città invisibili senza gente dentro. Non c’è più nulla. “

beppe grillo tsunami tour


 “Non hanno capito cosa sta succedendo. Arrendetevi, siete invisibili. Noi siamo qui, loro nei loro teatri. Vanno in televisione dai loro dipendenti a farsi intervistare. Noi siamo qui, per loro tutto questo è squallido. Dopo vent’anni bisognerebbe sentire il bisogno di cambiare vita e invece loro stanno lì, forse bisognerebbe fare un’analisi psicologica di questo.”

Grillo poi punta il dito contro chi in questi mesi lo ha attaccato, contro chi lo ha toccato nel suo intimo perchè non sapevano cosa altro dire.

 


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