Processo Massimo Bossetti oggi la sentenza: ergastolo per l’omicidio di Yara


Ergastolo per Bossetti, è la decisione dei giudici della Corte d’Assise di Bergamo dopo dieci ore di camera di consiglio. E’ il giorno di Massimo Bossetti: il primo luglio 2016 l’ultima udienza nel processo che lo vede protagonista. Arriverà probabilmente in serata la sentenza: colpevole per l’omicidio di Yara o innocente? Sei anni fa Yara Gambirasio scompariva una fredda notte di fine novembre. E pochi mesi dopo, nel febbraio del 2011, il suo corpicino veniva ritrovato per caso in un campo. Da quel momenti la sua famiglia ha iniziato a chiedere giustizia per l’omicidio di una ragazzina di tredici anni. Dal giugno del 2014 in carcere con l’accusa di omicidio c’è Massimo Giuseppe Bossetti che all’inizio era per tutti ignoto 1, l’uomo dall’identità sconosciuta. Il suo dna era stato ritrovato sugli indumenti della piccola Yara e da quel momento era iniziata una caccia all’uomo che avrebbe poi portato alla sua identificazione. E la difesa di Bossetti nel processo che lo vede imputato come un assassino spietato, si basa proprio su questo: secondo la difesa del muratore di Mapello non è il dna di Bossetti quello finito sui vestiti di Yara, o se anche fosse il suo sarebbe stato contaminato e arrivato in modo diverso sui resti della piccola. Ma per l’accusa non ci sono dubbi: Bossetti ha seguito Yara, probabilmente i due si erano visti ( anche se non necessariamente si erano parlati), lui l sera del 26 novembre 2010 era alla ricerca di una preda e Yara era finita nella sua rete. L’ha portata nel suo furgone non si capisce bene dove ma di sicuro alla fine l’ha colpita ripetutamente con un pugnale, Yara è morta di freddo e di stenti. Nessuno l’ha sentita urlare, nessuno ha potuto aiutarla. Oggi tocca ai giudici decidere se davvero Massimo Bossetti è l’uomo che ha fatto del male alla piccola. In questi due anni il muratore ha continuato a difendersi proclamando la sua innocenza.

Per Massimo Bossetti il pm Letizia Ruggeri ha chiesto l’ergastolo e sei mesi d’isolamento diurno.

Bossetti che, prima che i giudici si riuniscano in camera di consiglio per emettere la sentenza, rilascerà dichiarazioni spontanee. “Parlerà con il cuore”, assicurano i suoi legali, e tornerà a proclamare la sua innocenza. Cercherà di convincere la Corte d’Assise presieduta da Antonella Bertoja (a latere Ilaria Sanesi e 6 giudici popolari, più un supplente) della sua innocenza, che va sostenendo dall’inizio del processo e, ancor prima, dalla data del suo fermo come presunto autore del delitto (era il 16 giugno 2014).

Quella in cui non crede il pm Ruggeri, secondo cui dall’imputato sarebbe “venuto un tripudio di menzogne”. 


Bossetti ha raccontato di come quella maledetta sera sia andato a Brembate come faceva di solito. Ha sempre negato di conoscere Yara, ha sempre negato di avere anche solo un legame con questa vicenda. I suoi difensori hanno provato a portare in aula delle piste alternative, hanno sicuramente fatto un ottimo lavoro. Vedremo se i giudici riterranno colpevole o innocente Bossetti.

Alle 8,40 è arrivato in aula Bossetti; dopo di lui anche Marita Comi sua moglie è arrivata in tribunale insieme a Ezio Denti che fa parte del team difensivo. Una lunga mattina ci porterà poi verso la decisione dei giudici che potrebbe anche non arrivare in serata ma domani mattina.


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