Nei pensieri della piccola Sarah Scazzi immagini di morte: nei temi parla di delitti in famiglia

Sarah aveva solo 15 anni ma probabilmente aveva una maturità diversa per la sua età e dalle pagine del suo diario e da quello che scriveva a scuola, si capisce che forse in cuor suo temeva qualcosa. Aveva paura di qualcuno? Perchè parla di errori fatti ai quali non ci sarà mai rimedio? Purtroppo non lo sapremo mai e quelle pagine scritte da Sarah non troveranno mai una interpretazione perchè lei non potrà aggiungere spiegazioni. Il suo sfogo nel diario segreto che teneva in casa è servito però a descrivere bene il rapporto che esisteva tra lei e Sabrina e anche l’affetto che nutriva nei confronti di Ivano. Oggi emergono anche altri dettagli sulla vita della piccola Sarah Scazzi. Mamma Concetta decide di rendere pubblici alcuni temi che Sarah aveva scritto a scuola e sulle pagine del settimanale Giallo vengono pubblicati alcuni stralci. Fa molto pensare un tema in cui Sarah, dovendo raccontare, secondo le richieste della traccia del tema, un fatto di cronaca, inventa una storia davvero macabra. Parla infatti di un omicidio in famiglia, di un uomo che ha ucciso sua figlia. Le indagini iniziano ma non si scopre nulla, solo dopo due anni la verità, è stato suo padre a ucciderla. E’ possibile che Sarah sentisse qualcuno parlare di queste cose? Non lo sapremo mai certo è che oggi quelle pagine, come confessa anche mamma Concetta ai giornalisti di Giallo, sembrano quasi un presagio di quello che poi è successo alla ragazza. Un delitto in famiglia, una misteriosa scomparsa, delle indagini che vanno avanti e un’amara verità che emerge…

Non è il solo tema in cui Sarah parla di fatti di cronaca crudi e di omicidi. Solo fantasia della ragazzina? Non lo sapremo mai. 

STRALCIO DEL TEMA DI SARAH PUBBLICATO SU GIALLO

“A Gallarate, un paese in provincia di Varese, un uomo di 35 anni, Mario Rossi, adescava giovani prostitute dicendo di portarle via da quell’inferno, ma le malcapitate non sapevano cosa le aspettava. Arrivate a casa sua venivano picchiate a morte, tagliate a pezzi e congelate per poi essere vendute come carne di alta qualità. Qualcuno chiedeva che tipo di animale fosse, ma Marco rispondeva che i segreti del mestiere non vanno detti. Una sua vicina di casa dice: “Sapevo che era un tipo strano e proprio per questo mi era molto simpatico. Ho mangiato a casa sua più volte ed era sempre gentile con me. Ma la cosa che più mi incuriosiva era che su alcune porte c’erano dei graffi e che le porte erano sempre chiuse. Avevo sempre lasciato perdere fino a quando una sera sentii delle urla, rumore di oggetti che si rompevano e vidi uscire una ragazza con una ferita sulla mano. Chiamai la polizia che lo portò via. Ancora oggi a distanza di anni, faccio fatica a passare là vicino”.

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