Padre Graziano intervista a Quarto Grado: la sua vita agli arresti domiciliari

“Sono felice” queste le parole di Padre Graziano in risposta alle domande di Alessandra Borgia, la giornalista di Quarto Grado che lo ha intervistato. Quando la giornalista gli ha chiesto come fosse cambiata la sua vita dopo la condanna per l’omicidio di Guerrina Piscaglia, il frate congolese ha risposto che la sua vita adesso lo porta a essere più sereno: ha più tempo per pregare, confessa i suoi confratelli, vive in armonia con gli ospiti della struttura dove sta scontando gli arresti domiciliari. E poi resta in attesa di sapere che cosa succederà dopo l’appello, dopo il secondo grado di giudizio perchè lui si proclama ancora una volta innocente. “Sai quante persone mi hanno scritto e mi hanno detto che al mio posto forse si sarebbero tolte la vita, per le accuse ricevute? Io penso che ci voglia una grande forza di volontà e di spirito per andare avanti, io lo sto facendo” queste le parole di Padre Graziano che racconta la sua vita agli arresti domiciliari. Alla giornalista di Quarto Grado spiega che è stato condannato ingiustamente, che non vuole parlare di Guerrina ma che di una cosa è convinto. Ci sono delle persone coinvolte in questa storia e anche i parenti di Guerrina conoscono la verità ma chi ha fatto le indagini ha preferito andare solo in un senso e lui sta pagando per questo motivo. 

INTERVISTA A PADRE GRAZIANO DALLA PUNTATA DI QUARTO GRADO IN ONDA IL 16 GIUGNO 2017

A proposito di quello che i familiari d Guerrina penserebbero su quanto accaduto alla donna, padre Graziano ha raccontato nel corso dell’intervista:

Anche il giorno della sentenza, il babbo di Mirco (Alessandrini, marito di Guerrina Piscaglia, ndr) ha detto a uno dei miei amici che sono venuti lì: “Mi dispiace molto, noi non sapevamo che saremmo arrivati a questo punto”. E il mio amico ha detto: “Ma voi potete andare a testimoniare che lui non c’entra per niente e che sapete cosa è successo”. “Adesso non possiamo fare nulla, ma a me dispiace”, rispondeva. Una delle sue sorelle ha detto: “Adesso l’avete condannato, ma altre persone devono parlare”. Chi sono quelle altre persone che devono parlare? Lo sanno ma fanno finta.

In studio viene anche ricordato dal legale di Padre Graziano che la sua confraternita ha preso le decisioni del caso, per questo motivo il frate può celebrare la messa, confessare e compiere i riti senza che ci siano problemi. Se le cose cambieranno sarà sempre chi sta sopra di lui a decidere del suo destino, anche nell’ambito della chiesa appunto. 

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