Tassa di soggiorno sbloccata nei Comuni italiani: le proteste degli albergatori

sblocco della tassa di soggiorno

Torna la tassa di soggiorno nei Comuni italiani e gli albergatori non ci stanno. Le imposte locali verranno sbloccate e avverrà, così, il prelievo in oltre 100 località, mentre nelle altre aumenteranno. Le ultime notizie rivelano che sono stati stimati circa 600 milioni di euro che andrà a finire nelle amministrazioni. Gli addetti ai lavori hanno già iniziato a protestare, annunciando di non essere il bancomat di nessuno. Se il governo raggiungerà un accordo con home tourism, si parla anche di più di 600 milioni di euro complessivi.

TASSA DI SOGGIORNO SBLOCCATA IN ITALIA ULTIME NOTIZIE: GLI ALBERGATORI SI RIBELLANO

La tassa di soggiorno nei Comuni italiani verrà presto applicata e, pertanto, sono iniziate le proteste da parte degli albergatori. Già in molte località in Italia era già stata diffusa questa imposta sui turisti, che per due anni è rimasta congelata. Ora è avvenuto lo sblocco e diverse amministrazioni hanno scelto di utilizzare per mettere soldi “in cassa”. Le ultime notizie rivelano che già lo scorso anno di parlava di ben 460 milioni di euro, secondo quanto rivela La Stampa. Quest’anno la cifra si alzerebbe sopra i 500 milioni di euro, attraverso gli accordi presi con Airbnb e con altri servizi, che puntano proprio a questo prelievo. Se il governo dovesse raggiungere un accordo con home tourism, la cifra si alzerebbe oltre i 600 milioni di euro. I Comuni avevano evitato, sino ad ora, di inserire la tassa di soggiorno nel loro budget. Ora, però, le cose sono cambiate, in quanto è avvenuto lo sblocco delle tariffe. Ovviamente, gli albergatori non ci stanno e si ribellano di fronte a tale decisione, tanto che rivelano: “Non siamo il loro bancomat”.

IMPOSTE SUI TURISTI: IL GUADAGNO DEI COMUNI ITALIANI SUGLI ALBERGHI

Molti Comuni italiani introdurranno di nuovo la tassa di soggiorno, rimasta congelata per due anni. Con l’anno nuovo, ovvero dal primo gennaio, ci sarà lo sblocco delle imposte nei Comuni di Arezzo, Assisi, Asti, Capaccio Paestum, Mantova, Piacenza, Pompei, Realmonte, San Pellegrino Terme e Todi. Ma anche altre città introdurranno le tasse di soggiorno. Stiamo parlando di Bellano, Cupra Marittima, Portofino, Rapallo, Santa Margherita Ligure, Sestri Levante, Sirolo Jesi, Ventimiglia, Villaputzu, Volterra e Zoagli. Ad aprile scatterà l’imposta anche a Cer via e Milano Marittima. Nell’anno 2011 erano solo 13 i Comuni che avevano applicato la tassa. Già nel 2012 si erano moltiplicati a 377, nel 2015 a 724 e nel 2016 a 746. In questo modo sono stati raggiunti 460 milioni di euro raccolti. Il direttore generale di Federalalberghi, Alessandro Nucara, ha rivelato che: “I Comuni hanno subito pensato di sfruttare lo sblocco delle tariffe per fare cassa. Pagare le tasse è un dovere, ma aiuterebbe un maggiore coinvolgimento degli operatori. E poi ci dovrebbe essere un ritorno effettivo a favore dei servizi turistici”.

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