Suore sfruttate come schiave da vescovi e cardinali: la denuncia dell’Osservatore romano


suore sfruttate da vescovi e cardinali

Suore sfruttate da vescovi e cardinali, è questa la denuncia che arriva dall’Osservatore romano. Le ultime notizie parlano di un’inchiesta del giornale del Vaticano, il quale rivela alcuni dettagli inquietanti sulle condizioni a cui sono sottoposte le suore. In diversi casi non vengono neanche pagate e alcune di queste sono al servizio di vescovi o cardinali. Stiamo parlando di donne sfruttate e costrette a svolgere lavori umilianti. Sono molte le religiose che sono sottoposte a questo tipo di quotidianità.

SUORE SFRUTTATE DA VESCOVI E CARDINALI ULTIME NOTIZIE: LA DENUNCIA DI UNA RELIGIOSA

Le ultime notizie parlano di suore sfruttate da vescovi e cardinali. Si tratta della denuncia che arriva da Donne chiesa mondo, un mensile distribuito dall’Osservatore romano, ovvero il giornale del Vaticano. Queste donne sono costrette a lavori umilianti, sfruttate e neanche pagate. A rivelare quanto accade a diverse suore ci ha pensato una di loro che è arrivata dall’Africa, molti anni fa, e accoglie religiose provenienti da tutto il mondo. La suora alla rivista racconta di ricevere religiose che servono direttamente nelle abitazioni di cardinali e vescovi o che lavorano all’interno delle cucine delle Chiese. Alcune di loro si alzano all’alba e poi vanno a dormire la sera tardi, una volta che hanno completato tutti i compiti. Per questo tipo di “lavoro”, tali donne non hanno né regolamento e né un orario da seguire. La suora rivela che la ” loro retribuzione è aleatoria, spesso molto modesta”.


I PARTICOLARI INQUITANTI DELLA DENUNCIA SULLE SUORE CHE ARRIVA DALL’OSSERVATORE ROMANO

Stando a ciò che denuncia la suora alla rivista dell’Osservatore romano, le donne sfruttate non possono neppure sedersi a tavola con il vescovo o cardinale per cui lavorano. Ciò che suor Marie si chiede è: “Un ecclesiastico pensa di farsi servire un pasto dalla sua suora e poi di lasciarla mangiare sola in cucina una volta che è stato servito?” Addirittura un giornalista ha anche soprannominato queste donne “suore pizza”, proprio per il lavoro che viene assegnato loro. Ma non finisce qui: spesso non hanno neanche un contratto o una convenzione con i preti e le parrocchie per cui lavorano. Pertanto, vengono sfruttate e “pagate poco o per niente”. Non si tratta di un’ingiustizia che accade solo nel resto del mondo, ma anche in Italia. A queste suore vengono affidati dei ruoli che non hanno niente a che fare con la loro formazione intellettuale. Infatti, vi sono religiose che finiscono in cucina, ma che possiedono un dottorato in teologia. Questo avviene senza alcuna spiegazione. Ora alcune di loro hanno scelto di mettere la parola fine al silenzio. Una di queste suore ha confessato: “Le mie sorelle e io viviamo molto poveramente e non miriamo alla ricchezza, ma solo a vivere semplicemente in condizioni decorose e giuste. È una questione di sopravvivenza per le nostre comunità”. Una dura verità che ora sta uscendo fuori grazie anche alle testimonianze pubblicate dal giornale del Vaticano.


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