Aggiornamenti quotidiani sul reddito di cittadinanza: ancora niente. Intervista alla pagina Facebook più irriverente del momento

Si chiama Aggiornamenti quotidiani sul reddito di cittadinanza ed è una pagina Facebook apparsa sulla rete le scorso 5 marzo, in scia all’esito delle elezioni politiche 2018 che hanno sancito l’affermazione del Movimento 5 Stelle come primo partito. In pochi giorni questa pagina Facebook è riuscita a rastrellare qualcosa come 56mila Like e a fare terra bruciata attorno a sè. Le successive pagine Facebook di Aggiornamento quotidiano sul reddito di cittadinanza, infatti, non sono riuscite a replicare il successo di questa pagina apripista anche in virtù della vecchia massima per cui chi prima arriva prima alloggia (anche nel web). La pagina Facebook Aggiornamenti quotidiani sul reddito di cittadinanza è stata tra le prime, nei giorni scorsi, a pubblicare l’immagine del noto articolo della Gazzetta del Mezzogiorno sui tanto discussi fatti di Giovinazzo (se non ve li ricordate, questo è il link per rinfrescare la memoria: Reddito di cittadinanza come fare la domanda? Quali sono i moduli? Ma è un equivoco). 

E’ stato in quel momento che il sottoscritto ha deciso di approfondire i contenuti di questa strana pagina Facebook. Da conoscitore del settore (sempre che in Italia ci si possa ancora definire esperto di qualcosa visto che tutti hanno oramai il diritto di sapere e sindacare su tutto), ho subito colto l’ironia della pagina Facebook. Purtroppo, leggendo le migliaia di commenti presenti in calce ai post pubblicati dal 5 marzo sulla pagina,  mi sono reso conto che evidentemente l’ironia non è da tutti (e non mi riferisco certamente all’ingenuità di alcuni commenti ma all’arroganza di molti talebani del pensiero che potrete conoscere da soli sfogliando la pagina Facebook stessa). In quel preciso momento ho deciso di contattare i responsabili della pagina Facebook, questi stakanovisti dell’aggiornamento che ogni giorno hanno la pazienza di pubblicare il fatidico post: Ancora Nulla sapendo che anche domani bisognerà scrivere Ancora nulla. Ma forse dopodomani no (sic) e allora è giusto fornire degli aggiornamenti sul reddito di cittadinanza

Partita come uno scherzo, questa intervista con Daniele, il fornitore degli aggiornamenti, è diventata qualcosa di molto serio. In un paese in cui dal 5 marzo le ricerche su Google su come chiedere il reddito di cittadinanza sono aumentate, è giusto porsi molte domande. Esse in fin dei conti non riguardano più neppure la politica ma la società, gli atavici vizi italiani che oggi più che mai stanno presentando il loro conto ad un paese prigioniero di se stesso. 

Qui il link della pagina Facebook di cui parliamo nella nostra intervista-visita la pagina 

Come ti è venuto in mente di creare questa pagina Facebook? In altre parole cosa ha fatto scattare la famosa molla mentale che ha portato alla pagina?

E’ un po’ che bazzico con le pagine Facebook gestendone un’altra di medio successo. Dopo le elezioni, anche per esorcizzare la delusione per il risultato, ho pensato di utilizzare questo strumento per chiedermi ironicamente: “ma un partito politico che si professa moralmente superiore agli altri, in campagna elettorale si comporta di conseguenza o utilizza esattamente come gli altri conquistandosi i voti a forza di promesse fumose e di difficile realizzazione?”. Lo strumento più adatto per ironizzare su questo aspetto mi è sembrato questa surreale e iperbolica pretesa di avere il reddito di cittadinanza a poche ore dalle elezioni.

Ti aspettavi un successo simile in appena 5 giorni?

Francamente no, anche perché ho fatto davvero poco per spingerla. Però non penso sia difficile capire le ragioni di questa esplosione di like. Negli ultimi cinque anni, tutti quelli che non simpatizzavano per il movimento si sono sentiti additare nella migliore delle ipotesi come ignoranti e nella peggiore come collusi con la mafia. Ora che il partito di Di Maio è saldamente (e legittimamente) maggioranza relativa del paese, molti hanno voglia di restituire ai grillini un po’ della loro moneta. Finché questo avviene con le armi dell’ironia e non con quelle dell’insulto a me pare che non ci sia nulla di male.

Ogni giorno pubblichi un post titolato Ancora Niente.  Non hai paura che per mesi e mesi queste due paroline si ripeteranno all’infinito?

Sono un tipo paziente.

Come pensi di resistere ai troll che sempre più spesso ti ritroverai tra i commentatori?

Ti ringrazio per la domanda, perché è proprio questa la cosa che mi ha colpito di più in questi pochi giorni di attività. Innanzitutto mi ha stupito il numero di persone che non hanno colto l’ironia della pagina e pensavano che ci stessimo seriamente lamentando per la mancata istituzione del reddito di cittadinanza. C’è un problema di analfabetismo e di incapacità di comprendere testi e contesti che è preoccupante. Questo non riguarda ovviamente solo gli elettori grillini, ovviamente; anzi, mi pare che tutti i partiti politici abbiano adeguato i loro programmi e le loro promesse al ribasso. Quello che invece mi sembra tipicamente grillino è l’impermeabilità all’ironia e il senso di intoccabilità. In Italia si è sempre fatto ironia su tutte le figure di potere: Berlusconi è stato la barzelletta preferita d’Italia per vent’anni, del centrosinistra non ne parliamo. Eppure se ti permetti di scherzare sul movimento improvvisamente i sostenitori si inviperiscono. È questo spirito di crociata, questo senso di superiorità antropologica (“sono sicuramente una persona migliore di te” è stato un commento realmente pubblicato sulla pagina) sull’avversario, o per meglio dire sul nemico.

È questo che mi spaventa di molti commenti, soprattutto per il livore e la ferocia con cui si sono espressi. Nel mio piccolo, ho deciso di ribattere con una strategia alla Gianni Morandi: rispondere ai critici con educazione e pacatezza, magari facendo un po’ il finto tonto. Una cosa che ci tengo ad aggiungere è che, a differenza di altre pagine simili (per così dire) alla nostra, non riteniamo che sia il caso di prendere i giro i poveracci che veramente si aspettano il reddito di cittadinanza: se un disoccupato con tre figli a carico mi scrive per sapere del reddito di cittadinanza, non mi va di divertirmi a sue spese prendendolo in giro. Preferisco rispondergli seriamente e cercare di dargli un’indicazione. Una cosa è il confronto, anche acceso; un’altra è prendere in giro dei poveracci ignari che hanno già altri problemi. Purtroppo questo non è chiaro a tutti.

Scusami se te lo chiedo…ma quale è il tuo obiettivo con questa pagina Facebook?

L’obiettivo era farmi due risate e ironizzare sulla politica. Poi venderla e usare il ricavato per aprire un bar sulla spiaggia a Honolulu.

Dulcis in fundo….ci dici per chi hai votato allo scorse elezioni o non vuoi?

Ti dico chi non ho votato: non ho votato pd. Lo sottolineo perché negli ultimi giorni mi sono sentito dare del piddino o del pagato dal pd talmente tante volte che quasi comincio a crederci anche io. La cosa ironica è che se il pd davvero pagasse tutti quelli che paga secondo i grillini, del reddito di cittadinanza non ci sarebbe nemmeno più bisogno.

 

E con quest’ultima risposta ringrazio personalmente il fornitore (mi piace chiamarlo così) di aggiornamenti quotidiani sul reddito di cittadinanza. Per la vecchia regola del web spero di essere arrivato prima degli altri. Per la cronaca…aggiornamenti quotidiani sul reddito di cittadinanza…oggi 10 marzo ancora niente. Vedremo se domani, domenica 11 marzo, ci saranno novità. 

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