A Le Iene parla lo spacciatore di Pantani: “Indagate sui soldi spariti, è stato ucciso”


Le Iene seguono da anni ormai le indagini sulla morte di Marco Pantani e hanno cercato nel tempo delle prove, delle nuove testimonianze che in qualche modo potessero fare luce su quello che è davvero successo al ciclista. Come è morto Marco Pantani? Si è davvero suicidato dopo aver passato 4 giorni chiuso in una stanza di albergo in preda a una crisi psicotica dovuta all’assunzione di farmaci e droga? A parlare per la prima volta a Le Iene è lo spacciatore di Marco Pantani che vuole raccontare la sua versione dei fatti e parte da un assunto fondamentale: il ciclista non si è suicidato. Non avrebbe avuto motivo di farlo. E quando la iena che segue il caso gli chiede perchè qualcuno avrebbe dovuto uccidere Marco, risponde in modo semplice: per soldi. E la morte di Marco sarebbe, a suo dire, anche il frutto di una banale situazione inaspettata: la sua assenza da Rimini. Probabilmente infatti se fosse stato a Rimini il giorno in cui Pantani arriva per portargli questi soldi e prendere altra droga, se ne sarebbe tornato a Milano e non gli sarebbe successo nulla.

A LE IENE PARLA LO SPACCIATORE DI MARCO PANTANI: E’ STATO UCCISO

Fabio Miradossa, lo spacciatore che vendeva la droga a Pantani, racconta alla iena Alessandro De Giuseppe quelle che erano le abitudini di Marco e parla di questi soldi che il ciclista aveva portato da Milano a Rimini. Il fatto che Pantani avesse intenzione di tornare subito a Milano è chiaro: è arrivato in taxi perchè aveva molto contante ( è stato dimostrato che la mattina del 9 febbraio preleva oltre 20 mila euro). Pensava di incontrare Fabio subito, di pagare un vecchio debito, prendere altra roba e andare via. Ma Fabio quel giorno era tornato a Napoli per il compleanno di sua nipote. Tra i due quindi non avviene l’incontro. Marco si stabilisce nel residence dove sarà ritrovato morto. Il giorno in cui chiama per incontrare Fabio, un uomo del Miradossa va da Pantani ( come testimoniano anche le telecamere del residence) per portarli pochi grammi di cocaina. Non si fa pagare su richiesta del suo capo. Pantani resta in quel residence ma poi successivamente esce la sera, come racconta un altro testimone a Le Iene, per incontrare una donna. Poi torna al residence dove secondo le indagini che chiudono con un suicidio, Pantani sarebbe rimasto chiuso in stanza. Invece il proprietario di un bar che fa la sua testimonianza a Le Iene ma che non è mai stato sentito dagli inquirenti, racconta che Pantani è andato da lui alle 17 del pomeriggio circa, prima di morire, per bere un caffè. Pantani quindi non viveva chiuso in quella stanza che avrebbe distrutto dopo esser impazzito.

Lo spacciatore di Marco rivela altri dettagli: per l’uso che lui faceva di droga, avrebbe avuto bisogno di una quantità molto più elevata da usare per tutti quei giorni e quest significa che avrebbe potuto cambiare spacciatore ( altre persone quindi che potevano sapere dei soldi nella stanza). Soldi che non sono mai stati ritrovati in stanza. Inoltre Miradossa rivela anche che Marco Pantani non ha mai sniffato perchè aveva paura. Fumava e basta, e chi, a suo dire, ha inscenato il suicidio, non conosceva le abitudini del ciclista visto che ha lasciato in stanza prove solo di un tossico che faceva altro uso. Tutti indizi che portano l’uomo a pensare che qualcuno abbia ucciso Marco.

Le Iene in questi mesi hanno raccolto altre prove e testimonianze sulla vicenda e hanno deciso di dedicare un lungo speciale alla morte di Marco Pantani per provare a fare luce su questa storia.

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