Coronavirus stop agli spostamenti verso un comune diverso da quello in cui si vive

Dopo la decisione di chiudere molte attività che erano rimaste ancora aperte, il Governo decide di introdurre una nuova regola che servirà ad arginare gli spostamenti immotivati di chi ancora continua a muoversi senza aver capito che ci debbano essere delle comprovate necessità per farlo. La nuova stretta del Governo contro il coronavirus arriva nel pomeriggio del 22 marzo 2020. Per evitare l’esodo dei lavoratori delle aziende che chiuderanno in virtù del nuovo decreto, i ministri della Salute e dell’Interno hanno adottato un’ordinanza che vieta di spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza per motivi di salute. La misura è immediatamente in vigore.

CORONAVIRUS NUOVA STRETTA DEL GOVERNO: LA DECISIONE SUGLI SPOSTAMENTI

Questa decisione arriva dopo che in autonomia, alcuni governatori di regioni del Sud Italia, come Jole Santelli per la Calabria, avevano deciso di chiudere i confini per evitare che, ci fosse ancora un nuovo esodo nel fine settimana, come è successo, purtroppo nelle ultime settimane. Esodo che ha provocato la diffusione del virus al Sud. E’ sempre più evidente infatti, che se non ci fossero stati movimenti dal Nord al Sud Italia, la situazione nelle regioni del meridione sarebbe stata ben diversa e probabilmente i contagi sarebbero stati ancora di meno ( a oggi risultano comunque pochi, ma gli ospedali si devono in ogni caso preparare a gestire situazioni non semplici da gestire).

Questa ordinanza sarà valida fino all’entrata in vigore del nuovo decreto del presidente del Consiglio.  Ricordiamo che in generale le limitazioni hanno durata fino al 25 marzo ( a parte le scuole che restano chiuse fino al 3 aprile). Nelle prossime ore si deciderà probabilmente come agire.

Discorso diverso per la Lombardia. Da ieri infatti con una nuova ordinanza, il governatore Fontana ha imposto le nuove restrizioni che restano in vigore fino al 15 aprile 2020.

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