La fase 2 anche per i fedeli in chiesa: quando e come si tornerà a celebrare i sacramenti

Le restrizioni hanno colpito anche il mondo ecclesiastico e come saprete, ormai dal 9 marzo, non è più possibile andare in chiesa per partecipare alla Santa Messa. Sono state proibite processioni, assembramenti, catechesi, catechismo. Tutta la chiesa e i fedeli si sono adeguati alle nuove regole che hanno permesso certamente, di salvare molte vite.

L’Italia però adesso si prepara alla fase 2 ed è giusto che si pensi anche al ritorno nelle chiese dei fedeli che oggi più che mai hanno bisogno del sostegno dei sacerdoti, di incontrare il Signore nel luogo che riconoscono come la sua casa. Ed è per questo che dalla CEI, dopo aver rispettato ogni regola suggerita e imposta dal Governo, si chiede anche attenzione per quella che sarà la fase 2 dei fedeli, dei cristiani, di chi vuole tornare in chiesa per pregare.

In vista della fase due il cardinale Gualtiero Bassetti fa sentire la sua voce e chiede in una lettera che si faccia chiarezza anche su tutto quello che riguarda la Celebrazione dell’Eucarestia, i funerali e tutti i sacramenti. In questo difficile periodo storico, è stato complicato dare un addio senza l’affetto dei familiari a chi ci ha lasciato. E certamente per i familiari dei defunti è forse arrivato il momento di poter, con le sicurezze del caso, dare un saluto ai propri cari.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE DEL CEI

Lo dico in coscienza a tutte le istituzioni, è arrivato il tempo di riprendere la celebrazione dell’Eucarestia domenicale e dei funerali in chiesa, oltre ai battesimi e a tutti gli altri sacramenti, naturalmente seguendo quelle misure necessarie a garantire la sicurezza in presenza di più persone nei luoghi pubblici” ha scritto Bassetti.

Parole che il presidente della Cei ha scritto nella lettera settimanale nel tempo del coronavirus, indirizzata alla comunità diocesana di Perugia–Città della Pieve di cui è arcivescovo.

Lettera che non vuole in nessun modo creare polemica con il Governo, con il quale anzi si è collaborato per il bene e nell’interesse di tutti gli italiani.

Nel pomeriggio anche il sottosegretario e portavoce della Cei, don Ivan Maffeis, in un’intervista all’AdnKronos aveva espresso concetti analoghi a quelli del cardinale Bassetti. “Vogliamo tornare a celebrare con un gruppo di fedeli proporzionato alle dimensioni dell’edificio” e con tutte le misure atte a garantire la sicurezza

Ma come si potrà tornare in chiesa e come saranno le celebrazioni in questa fase 2 che l’Italia si prepara a vivere? Ovviamente più nulla, almeno per ora, sarà come prima e don Maffeis spiega che la chiesa auspica di “riprendere gradualmente, e in maniera responsabile, la sua missione pastorale. Siamo noi i primi ad immaginare una fase transitoria, da affrontare in modo responsabile“. Per questo motivo sono state fatte delle proposte ben precise: “le nostre proposte sono commisurate alle indicazioni sanitari“.

Si pensa quindi di utilizzare il prezioso contributo di volontari per favorire la dislocazione dei fedeli nei banchi e l’uso tassativo di mascherine e guanti. Tante però restano le domande, ad esempio: come si potrà prendre l’Eucarestia? Sarà proibito scambiarsi il segno di pace? Insomma molte cose devono essere definite. Come anche il numero di persone che possono entrare contemporaneamente in chiesa, per calibrare anche la possibilità di persone presenti a matrimoni, battesimi e altri sacramenti.

Nelle prossime ore quindi si attendono notizie anche in merito con nuove regole chiare da seguire ma che permettano ai fedeli di poter tornare in chiesa.

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