E’ morto a Roma il bimbo colpito dal nonno per sbaglio con un colpo di pistola

E’ un epilogo drammatico quello che arriva da Roma. Le condizioni del bambino erano già disperate quando i medici hanno cercato di salvargli la vita, una volta arrivato in ospedale. Dopo l’operazione ne avevano sancito la morte cerebrale e poche ore fa, purtroppo, hanno dato la notizia più drammatica. Il piccolo è morto, non ce l’ha fatta. Ieri la corsa in ospedale dopo il colpo di arma da fuoco. Nulla si poteva fare per il piccolo.

La famiglia del bambino è chiaramente sotto choc. Il piccolo, un bimbo di sei anni, era andato a trovare il nonno con il papà. Mentre l’uomo era in bagno, il bambino stava giocando con il nonno. Non è ancora chiaro per quale motivo il settantenne avesse in mano la pistola ma sta di fatto che accidentalmente è partito il colpo che ha condannato questa famiglia al dolore a vita. Una tragedia.

 Alle 9 era stata dichiarata dall’ospedale la sua ufficiale morte cerebrale e dopo le 6 ore canoniche il piccolo, come vuole la prassi è stato trasferito dalla terapia intensiva pediatrica del policlinico Umberto I all’obitorio. La procura ha autorizzato l’espianto degli organi.

LE INDAGINI DOPO LA MORTE DEL PICCOLO A ROMA

La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria che dovrà eseguire l’autopsia per stabilire l’esatta dinamica dei fatti. Il nonno del piccolo, Pierdomenico Tozzi, ex cancelliere della Procura di Roma, resta al momento denunciato a piede libero per omicidio colposo. Un atto dovuto.

Non solo la famiglia del bambino stenta a credere a quanto sia accaduto ma tutti i residenti nel quartiere romano dove l’uomo abita, non si capacitano di quanto accaduto. Purtroppo però il fatto è realmente successo e il piccolo non c’è più.

Questa storia ha colpito profondamente la sensibilità di molte persone tanto che poche ore fa è stato lanciato un appello da parte di Luca Di Bartolomei, figlio del capitano della Roma negli anni d’oro. Il padre di Luca come ricorderete, si era suicidato con un’arma che deteneva legalmente. L’uomo ha lanciato un appello ai ministri degli Interni e della Salute perché ci siamo più controlli nei confronti di chi detiene armi “alla luce dello stress cui il lockdown ci ha sottoposto”.

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