Regioni in area rossa: restrizioni, divieti e regole. Cosa si può o non si può fare

E’ stato il premier Conte nella serata del 4 novembre 2020 a prendere la parola per spiegare quella che è oggi la situazione nel nostro paese. Il Governo ha deciso di dividere l’Italia in tre aree di rischio che vengono identificate in colori diversi. La zona rossa è quella con maggior criticità e non solo per numero di contagi. Si tiene conto anche di altri fattori, come ad esempio la possibilità di ricoveri negli ospedali e dei posti in terapia intensiva. Anche per questo motivo la Calabria, che è una delle regioni in cui giornalmente ci sono meno positivi e nuovi contagi, rientra in questa area. Insieme alla Calabria, nella zona rossa ci sono anche il Piemonte, la Lombardia e la Valle d’Aosta. I presidenti delle regioni finite in zona rossa, in particolare i presidenti di Piemonte e Lombardia, non hanno gradito la decisione del Governo.

Ricordiamo che le misure entreranno in vigore da domani, 6 novembre 2020 e avranno una durata di 15 giorni.

Ma cosa si può fare e che cosa non si può fare in area rossa? Il consiglio è intanto uno: quello di limitare il più possibile gli spostamenti. Meno ci si muove prima si avranno meno contagi e quindi la possibilità anche di dare respiro agli ospedali e di passare nella fascia arancione. Le regioni finite in zona rossa, hanno restrizioni molto simili a quelle che si avevano nel mese di marzo, in pieno lockdown. Una delle differenze principali si lega però alla scuola: è importante infatti che i bambini, in particolare quelli delle elementari e della scuola materna, continuino a frequentare la scuola in presenza. E’ per questo motivo che anche in zona rossa si chiede la didattica in presenza. Scuola dell’infanzia, scuola primaria e prima media, da domani in presenza in queste regioni.

ZONA ROSSA: ECCO COSA NON SI PUO’ FARE E COSA SI PUO’ FARE

𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐨𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐨 «𝐬𝐜𝐞𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐭𝐢𝐩𝐨 𝟒» – 𝐑𝐨𝐬𝐬𝐨 (𝐋𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚, 𝐏𝐢𝐞𝐦𝐨𝐧𝐭𝐞, 𝐕𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐝’𝐀𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐞 𝐂𝐚𝐥𝐚𝐛𝐫𝐢𝐚).

vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori e anche all’interno del territorio stesso (salvo che per comprovate esigenze di lavoro, salute e urgenza). Vietato muoversi anche nel proprio comune. E’ chiaro che ci si debba limitare il più possibile nelle uscite. Sono vietati gli spostamenti da un comune all’altro.

Chiusura di negozi al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità; chiusi i mercati di generi non alimentari

Restano aperte edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri. Sono invece chiusi i centri estetici quindi non si può andare dall’estetista

Chiusura di bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie: resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto

Sono chiusi musei e mostre anche teatri, cinema, palestre, attività di sale scommesse, bingo anche nei bar e nelle tabaccherie.

Sospensione delle attività sportive, anche svolte nei centri sportivi all’aperto. E’ consentito svolgere individualmente attività motoria (passeggiate) in prossimità della propria abitazione, nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di mascherina; è altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto ed in forma individuale;

attività scolastica in presenza per scuola dell’infanzia, elementare e prima media;

-per i mezzi di trasporto è consentito il riempimento solo fino al 50% fatta eccezione per i mezzi di trasporto scolastico.

𝐈 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐯𝐞𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐮 𝐛𝐚𝐬𝐞 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐧𝐚𝐥𝐞, 𝐞 𝐚𝐯𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝟏𝟓 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢: 𝐬𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐧 𝐳𝐨𝐧𝐚 «𝐫𝐨𝐬𝐬𝐚», 𝐯𝐢 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐫𝐫𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐮𝐞 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐨.

Ricordiamo inoltre che anche all’interno delle aree gialle e arancioni, potrebbero nascere delle micro aree rosse, in base al numero di contagi si potrà decidere se dare un lockdown a un singolo paese/città.

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