Lidia Peschechera uccisa Pavia: fermato il compagno che per giorni ha vissuto con il cadavere nella vasca

Non si ferma la scia di femminicidi nel nostro paese. Purtroppo anche oggi dobbiamo raccontarvi la storia di un’altra donna uccisa dall’uomo che diceva di amarla. Oggi la cronaca ci porta a Pavia dove Lidia Peschechera, è stata trovata morta in casa. Il giallo sulla morte di Lidia è durato ben poco: pochi minuti fa infatti è stato fermato il suo convivente 28enne. Il giovane, A.N., con il quale la donna 49enne aveva da poco iniziato una convivenza, è stato fermato oggi per omicidio volontario aggravato dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Pavia e della locale Compagnia. Il cadavere di Lidia è stato ritrovato nel pomeriggio di ieri ma sarebbe stata uccisa il 12 febbraio.

La donna, vegana e attivista animalista – come si evince dal suo profilo Facebook – era stata sposata ma era separata dal marito. Faceva l’operaia in un’azienda di Pieve Emanuele, in provincia di Milano. Stando alle prime indiscrezioni che arrivano da Pavia, l’uomo che aveva una relazione con Lidia, avrebbe confessato.

Non si placa davvero questa ondata di violenza contro le donne. Negli ultimi giorni vi abbiamo raccontato la storia di Piera, uccisa dal marito che avrebbe voluto separarsi; quella di Ilenia, uccisa su commissione. E oggi anche la storia di Lidia, anche lei uccisa dall’uomo che diceva di amarla.

Lidia Peschechera uccisa in casa dal compagno dopo una lite

La vicenda risale al primo pomeriggio di ieri quando i militari sono intervenuti presso l’abitazione della donna in via De Pretis, dove era stato rinvenuto, all’interno della vasca da bagno, il corpo di Lidia. Secondo quanto ammesso dallo stesso convivente, che ha confessato, Lidia è stata strangolata durante una lite.

A contattare le forze dell’ordine era stato il datore di lavoro di Lidia, non vedendola arrivare. Tra l’altro la donna gli aveva mandato degli strani messaggi ( forse non è stata lei a inviarli). Per questo motivo preoccupato, il datore di lavoro di Lidia si è messo in contatto con l’ex marito di lei, non riuscendo a parlarci e insieme si sono recati presso la sua casa di Pavia. Non si aspettavano probabilmente questo drammatico epilogo.

Una volta in casa ecco la scena: il cadavere di Lidia in bagno, in stato di decomposizione. Come detto in precedenza infatti, Lidia sarebbe stata uccisa il 12 febbraio. Il convivente di Lidia l’avrebbe strangolata e lasciata poi nella vasca da bagno. Ha continuato a vivere in casa per qualche giorno, per poi cercare di scappare, nascondendosi in un ostello.

Il 28enne ha inoltre ammesso di aver inviato con il cellulare della vittima dei falsi messaggi al datore di lavoro, per non allarmarlo dell’assenza della donna e di avere poi prelevato delle somme di denaro dal conto della vittima. 

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