Nuovo DPCM 6 marzo 2021: no spostamenti tra regioni e restrizioni

Il silenzio di questi giorni di Mario Draghi e di chi sta governando insieme a lui spaventa in qualche modo gli italiani. Per due motivi: perchè da una guida ci si aspetta forse una presa di posizione di fronte alle scene che abbiamo visto in questa settimana. E visto che si tace, la sensazione generale è che Draghi possa parlare con i fatti. Con un nuovo DPCM, quello che dovrà entrare in vigore dal 6 marzo 2021 e che potrebbe richiedere nuovi sacrifici agli italiani. Restrizioni ancora più severe? Sarà un altro mese, quello di marzo, di regole da seguire, chiaramente per la salute e il bene di tutti visto che, qualora ce lo fossimo dimenticati, ogni giorno muoiono ancora oltre 300 persone a causa del covid 19 ed è una media che non cambia da ottobre a questa parte. Il nuovo DPCM dovrebbe essere presentato nei prossimi giorni. Mario Draghi è stato chiaro: il suo Governo porterà con i giusti tempi le nuove misure sul tavolo, in modo che tutti, abbiano modo di organizzarsi. E la prima novità che è stata confermata anche dal ministro Speranza riguarda la mobilità tra le regioni. Nessuno spostamento, se non per comprovate necessità, tra regioni, neppure se si tratta di regioni dello stesso colore, quindi gialle.

No alla mobilità tra regioni per tutto il mese di marzo

Il ministro Speranza infatti, ha già fatto sapere ieri, 21 febbraio, di aver prorogato il blocco degli spostamenti tra Regioni in giallo per altri 30 giorni, dunque fino al 27 marzo. In questo modo, il governo spera di poter riaprire le frontiere regionali per Pasqua. Sono consentiti gli spostamenti tra piccoli Comuni e quelli verso un’altra abitazione privata – per un massimo in due persone, con i figli minori di 14 anni.

Nei prossimi giorni cambieranno anche altre cose. Il Governo ha infatti deciso che il CTS verrà di fatto smembrato per ridurne il numero dei componenti. La richiesta, da parte dei governatori, è che comitato parli con un’unica voce «come è avvenuto negli Stati Uniti con la nomina dell’immunologo Anthony Fauci, delegato a parlare a nome del presidente».

Bisognerà inoltre capire se il Governo Draghi deciderà anche di mantenere il sistema dei colori e delle zone rosse, arancioni e gialle. Un sistema che, a detta di molti governatori di regione, non funziona. Ci si aspetta inoltre regole da rispettare per le scuole: non è possibile pensare che in Puglia e in Calabria siano state chiuse le scuole in presenza per aver modo di vaccinare il personale scolastico.

Coprifuoco e chiusura alle 18

Rimangono invariate alcune regole come quella del coprifuoco dopo le 22 e la norma sull’asporto di cibo dai ristoranti dopo le 18. In merito a questo orario, quello delle 18, si discute ancora perchè sarebbero diversi a chiedere di aprire le attività anche la sera.

Possibile riapertura di locali e attività dopo le 18?

Su questa eventualità il CTS si è già espresso: «procedere a riaperture che rischiano di far salire ulteriormente il numero di contagi perché favoriscono una maggiore circolazione delle persone», specificando però che «la scelta spetta al decisore politico». Sarà dunque compito del governo valutare, entro la fine della settimana, se ci sono zone del Paese dove sia possibile pensare a una riapertura sia pur graduale di alcune attività, in base ai dati della curva epidemiologica. Considerato quello che si è visto nel fine settimana, da Nord a Sud Italia, con scene che davvero sottolineano come non ci sia rispetto delle oltre 100 mila persone morte, delle famiglie che soffrono e soprattutto anche di chi ha perso tutto, economicamente parlando, bisognerà davvero capire cosa fare. Perchè se si vuole aprire, si dovrebbe anche essere in grado di controllare, cosa che negli ultimi mesi, non ci sembra sia stata fatta nel modo giusto.

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