Nuovo DPCM dal 6 marzo al 6 aprile 2021: restrizioni e novità

Il ministro Speranza e il ministro Gelmini hanno presentato pochi minuti fa il nuovo DPCM che entrerà in vigore dal 6 marzo 2021 e sarà valido per un mese, fino al 6 aprile 2021. Questo significa che le regole imposte dal primo DPCM dell’era Mario Draghi, varrà anche per i giorni di Pasqua. Quest’anno, lo ricordiamo, la Santa Pasqua sarà celebrata il 4 aprile 2021.

Il ministro, nel corso della conferenza stampa ha anche ribadito che la curva del contagio “dà segnali temibili di ripresa”. Ed è per questo motivo che non si deve abbassare la guardia. Speranza ha spiegato che nelle zone rosse tutte le scuole saranno “chiuse” e sarà attivata la Dad. Una notizia che era trapelata già qualche ora fa, mentre si parlava anche della possibilità di ogni singolo sindaco di prendere decisioni in base all’andamento dei contagi nel proprio territorio.

In zona rossa via alla DAD per tutte le scuole

A proposito della scuola quindi la conferma: “la variante inglese ha una particolare capacità di penetrazione nelle fasce più giovani. Questo ci ha portato a determinare che in area rossa le scuole di ogni ordine e grado saranno in Dad, così come nei territori dove il tasso di incidenza” del virus “è pari o superiore a 250 ogni 100mila abitanti”. 

Le parole di Speranza per la presentazione del nuovo DPCM

Il principio guida del nuovo Dpcm , adottato dopo un ampio confronto con Parlamento e Regioni, è la tutela della salute come questione fondamentale e faro, linea guida essenziale. Per ricostruire il Paese, per lo sviluppo del Paese, bisogna vincere la pandemia. La curva dà segnali robusti di ripresa e risalita e facciamo i conti con varianti temibili come la inglese, ma anche la sudafricana e la sudamericana” queste le parole del ministro della Salute nel corso della conferenza stampa di oggi.

Nuovo DPCM: restano i colori

Viene confermato il modello di divisioni del nostro Paese di aree che corrispondono a colori. Noi riteniamo che differenziare i territori sia la strada giusta perché ci permette di dare la risposta più idonea ad ogni segmento del Paese“. Queste le parole del ministro.

Le novità del DPCM

Oltre alla chiusura delle scuole nelle zone rosse e in quelle ad alta incidenza di casi, c’è una data per la riapertura di teatri e cinema: dal 27 marzo, si prevede questa possibilità nelle zone gialle, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala.

Nelle zone rosse, resteranno chiusi parrucchieri, barbieri e centri estetici. Restano chiusi palestre, piscine e impianti sciistici.

Mascherine e distanziamento

Il provvedimento dispone che «è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi».

Visite a parenti e amici

Nel provvedimento rimane la possibilità di visitare in due parenti e amici ma è comunque «fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi. Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza».

Chi vive in zona rossa non può andare a casa di amici e parenti nemmeno una sola volta «nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi», portando con sé figli minori di 14 anni e persone disabili o non autosufficienti conviventi.

Il coprifuoco

Il coprifuoco vale dalle ore 22 alle 5 del giorno successivo «sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi». In fascia bianca il coprifuoco può essere ritardato. Al momento succede solo in Sardegna.

Quali regioni entrano in zona bianca

Secondo il nuovo DPCM: «le regioni che si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio basso, ove nel relativo territorio si manifesti una incidenza settimanale dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti, all’interno delle quali cessano di applicarsi le misure relative alla sospensione o al divieto di esercizio delle attività».

Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, compresa la partecipazione di pubblico agli eventi e alle competizioni sportive.

Spostamenti tra regioni

Rimane il divieto di spostamento tra le regioni, anche se si trovano in fascia bianca o gialla. Si può uscire soltanto per motivi di lavoro, salute e urgenza, con il modulo di autocertificazione. Si può andare nelle seconde case, ma soltanto se si trovano in fascia gialla o arancione.

Nelle seconde case può andare soltanto il nucleo familiare e solo se la casa non è abitata da altri. Bisogna dimostrare di essere proprietari o affittuari da una data antecedente il 14 gennaio 2021 .- Se la casa è in zona arancione scuro o rossa non ci si può andare.- Chi vive in zona arancione scuro o rossa non può andare nelle seconde case anche se si trovano in fascia bianca, gialla o arancione.

Parrucchieri e barbieri restano chiusi in zona rossa

Nelle zone rosse i parrucchieri e i barbieri non possono aprire. Il Cts ha confermato l’orientamento del governo.

Centri commerciali

Nelle giornate festive e prefestive in tutta Italia «sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie». In zona rossa, inoltre, «sono chiusi i mercati, salvo le attività di vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici».

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