Dal 7 aprile 2021 Italia in zona arancione e rossa ma con possibili deroghe da gialla: i casi

L’Italia si appresta a diventare tutta rossa: in zona rossa infatti si andrà a livello nazionale il 3 aprile, il 4 aprile e il 5 aprile. Ma che cosa succederà dopo, dal 7 aprile 2021? Il Governo ha preso la sua decisione: le misure del nuovo decreto Draghi sono le stesse attualmente in vigore. Il decreto approvato oggi dal Consiglio dei ministri, conferma regole e divieti: «Dal 7 aprile al 30 aprile 2021, si applicano le misure di cui al provvedimento adottato in data 2 marzo 2021», è scritto nel testo. Questi significa che tutte le regioni di Italia si divideranno in due fasce di colore: ci saranno le regioni in zona rossa e le regioni in zona arancione. Ma nel testo del nuovo decreto, si legge anche che ci potranno essere delle possibili deroghe. Non si esclude infatti che alcune regioni possano avere dei dati da “zona gialla”. E anche se per tutto il mese di aprile non ci sarà la possibilità di pensare alle zone gialle, ci potrebbero essere delle parziali riaperture per alcune regioni che hanno dei dati non preoccupanti. Un monitoraggio che probabilmente arriverà nelle prossime settimane, con maggiori indicazioni.

Ma in quali regioni si potrebbero riavere, nonostante la zona arancione, delle riaperture parziali? Vediamo che cosa si legge nel testo.

Cosa succederà alle regioni con dati da zona gialla?

Dal 7 al 30 aprile tutta l’Italia sarà in zona arancione o rossa, ma se un territorio avrà dati da zona gialla il governo potrà decidere di valutare un allentamento delle misure.

Cosa si potrebbe quindi fare?

– riapertura di bar e ristoranti a pranzo con servizio al banco o al tavolo ad esempio.

La regione, provincia o comune che avrà i numeri per tornare in giallo dovrà però essere in regola con i vaccini, soprattutto per quanto riguarda le persone anziane e fragili. Ed ecco il testo del decreto:

In ragione dell’andamento dell’epidemia, nonché dello stato di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini di cui all’articolo 1, comma 457, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, con particolare riferimento alle persone anziane e alle persone fragili, con deliberazione del Consiglio dei ministri, sono possibili determinazioni in deroga al primo periodo e possono essere modificate le misure stabilite dal provvedimento di cui al comma 1 nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 1, comma 2, del decreto-legge n. 19 del 2020.

Non basterà quindi avere i dati da regione gialla ma sarà necessario anche essere in regola con le vaccinazioni. Per quanto riguarda i nuovi colori delle regioni, ricordiamo che entro domani, il ministro Speranza firmerà la nuova ordinanza che permetterà di capire a ogni singola regione il colore di appartenenza dal 6 aprile 2021.

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