Rientro a scuola e nuove regole: solo ipotesi in vista dell’inizio dell’anno

Come si andrà a scuola, quali saranno le regole, cosa si potrà fare e cosa no, al momento è un grande punto interrogativo. A un mese dall’inizio della scuola ( meno di un mese per tante regioni italiane) i punti di domanda sono davvero tanti, sia per quello che riguarda il personale e i docenti, sia per quelle he saranno le regole da seguire in classe. Dai tamponi al green passo obbligatorio o meno, per il momento dal Governo non sono arrivate indicazioni in merito. Le ultime notizie sono tante e contradditorie e per molti esperti, probabilmente, le regole potrebbero arrivare con un decreto che entrerà in vigore solo ad anno scolastico inoltrato.

Sono davvero molte le cose da chiarire e ci si aspettava che tanto fosse fatto anche in estate, per evitare di ritrovarsi nella spiacevole situazione dello scorso anno, anche se a settembre, grazie alla campagna vaccinale, non dovrebbe esserci nessuna emergenza. Anche molti giovani infatti sono vaccinati e il rischio che si contagino esiste, ma che si ammalino in modo grave, è basso.

I docenti non vaccinati

In caso di insegnanti no vax che rifiutino di fare il tampone, invece, non sarebbe possibile chiamare un supplente almeno fino al quinto giorno di assenza. Regole invece diverse ci saranno per chi, per motivi di salute, è stato impossibilitato a fare il vaccino. I dettagli su chi debba pagare gli eventuali tamponi per i docenti non sono ancora stati chiariti ma è parecchio evidente che dovrebbero essere i docenti, perchè se non esiste un motivo per il quale non si siano vaccinati, devono provvedere al tampone, sarebbe cosa buona e giusta in un paese in cui chi dovrebbe insegnare ed essere d’esempio, molto spesso non lo è.

Il distanziamento sociale

Tra le poche richieste e le poche cose di cui si parla in modo ufficiale in queste ore, la nota di Stefano Versari, capo dipartimento del ministero dell’Istruzione. Nella nota si legge che mantenere il metro di distanza tra i banchi è una “raccomandazione” e che se non è possibile rispettarla ci sarà “l’automatico ritorno alla didattica a distanza”. Il protocollo firmato con i sindacati richiede invece “il rispetto di una distanza interpersonale di almeno un metro e si mantiene anche nelle zone bianche la distanza di due metri tra i banchi e la cattedra”.

Le finestre aperte in classe

Anche per questo anno scolastico si consiglia di tenere il più possibile aperte le finestre, in modo da permettere un ricambio di aria sufficiente. Figliuolo sta poi valutando la possibilità di fornire mascherine Ffp2 alle studentesse e agli studenti che utilizzeranno i mezzi pubblici per andare a scuola.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.