Lo strazio dei figli di Vincenzina, raccontano il dramma della loro mamma uccisa dal papà: “Ammazzata come un animale”

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Hanno solo lacrime ma anche tanta rabbia i figli di Vincenzina Ribecco. Hanno deciso di raccontare la storia della loro mamma, uccisa da un uomo che per oltre 30 anni, ha approfittato di lei, le ha fatto del male fisico e psicologico. Da un anno la donna aveva deciso di provare ad allontanarsi dall’uomo che aveva più volte aveva usato contro di lei violenza. La figlia e il figlio di Vincenzina, hanno raccontato di feste rovinate, di minacce con un martello, di botte denunciate. Hanno raccontato di tante richieste di aiuto alle forze dell’ordine, di appelli inascoltati. Oggi, che la loro mamma non c’è più, vogliono parlare per far si che le altre donne, nella sua stessa condizione, capiscano che devono denunciare, insistere nel chiedere aiuto ma soprattutto non fidarsi, come Vincenzina ha fatto in quello che spesso, è il drammatico ultimo incontro con il proprio aguzzino. Alla donna calabrese è successo proprio questo, nel giorno della festa della donna. Ed è stato suo figlio, l’8 marzo, a trovare la mamma morta in casa. Era andato a portarle la mimosa, l’ha trovata morta.

Il drammatico racconto dei figli di Vincenzina

“Mamma non faceva mai niente, usciva solo per accompagnare noi e fare la spesa, un giorno papà le ha spaccato una statua sulla schiena”, il racconto dei figli. E ancora: “Per il nostro bene lei non lo ha mai lasciato, mai denunciato, pensava che potesse cambiare, ma lui era geloso e possessivo”. I due ragazzi raccontano di cenoni per le feste che sono stati sempre rovinati dalla violenza di un padre che aveva costretto Vincenzina a vivere un incubo. La donna non aveva la patente, non lasciava mai il suo paese. Eppure lui aveva sempre qualcosa da ridere. Ma non solo. Con i soldi che guadagnava, e che non dava a sua moglie, il fine settimana se ne andava sempre fuori. Andava a ballare, andava a giocare al casinò e ovviamente si accompagnava con altre donne. Vincenzina ha sempre sopportato per amore dei suoi figli. Fino allo scorso anno, ora che sono grandi, voleva riprendersi la sua semplice vita. La figlia della donna racconta: “Quando veniva da me a Genova, io le proponevo di andare alle terme, a mangiare fuori. Lei non sapeva neppure che cosa significa fare un pranzo al ristorante e mi diceva sempre di no, che lei sta bene a casa. E così cucinava per tutti, mi metteva casa sotto sopra, per sistemare quello che poteva” racconta in lacrime la ragazza.

I due figli di Vincenzina hanno scelto di raccontare pubblicamente tutta queste cose per invitare le donne, che come la loro mamma, pensano di poter resistere, pensano che non si arriverà mai alla morte, a reagire a non subire.

Il momento più drammatico del contributo per Chi l’ha visto, è stato quello in cui il figlio della donna uccisa in Calabria, ha raccontato del ritrovamento del cadavere: “Arrivato a casa, avevo le mimose in mano, le avevo anche scritto un bigliettino dicendole che era la donna più importante della mia vita ma poi ho aperto la porta e l’ho trovata a terra piena di sangue”. Travolto dal dolore, il giovane si è sciolto in un pianto disperato. “L’ha ammazzata come un animale – così ancora la sorella – una donna che lo ha servito come un re è stata ammazzata così. Come spieghi anche a una bambina di 3 anni che il nonno ha ammazzato la nonna?”. La testimonianza dei due ragazzi si chiude con un appello a tutte le donne maltrattate come la mamma a denunciare.

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