21 anni segregata in casa con le catene tra tentativi di suicidio e speranza di essere liberata

ragazza segregata avellino

E’ una storia che lascia senza parole quella della ragazza di 21 anni che da anni vive completamente segregata in casa. Una storia di abusi e violenze iniziata da quando era ancora molto piccola. Oggi, chi conosce quella famiglia, trova anche il coraggio di raccontarlo in tv, dicendo che già molti anni fa, le maestre, erano state le prime a denunciare gli abusi che la bambina subiva. Oggi quella bambina è diventata una donna, che solo grazie al coraggio della sua sorellina più piccola, è riuscita a scappare da quell’incubo. Ha sempre sperato che qualcuno si intenerisse, che qualcuno provasse pietà per lei. Ma nessuno, in questi lunghi anni, ha mai avuto la forza di ribellarsi alla mamma della ragazza e a chiedere aiuto. Chi parla di questa famiglia oggi, dà tutta la colpa alla mamma orco ma in quella casa, viveva anche il padre della ragazza, tutti sapevano tanto che oggi, la sorella più piccola che ha denunciato, ha paura che i suoi parenti possano farle del male. Ha paura che se la prendano con lei, lei che ha trovato la forza di fare le foto a sua sorella, perchè aveva paura che nessuno avesse creduto alle sue parole. Ha fotografato con il suo cellulare i segni sui polsi, sugli arti inferiori. I segni lasciati dalle catene. Le due ragazze adesso vivono in una comunità protetta, lontane da chi da anni ha fatto loro del male. La 21enne non era la sola a subire abusi e violenze, anche se era quella che pagava le conseguenze maggiori. Ogni giorno emergono particolari inquietanti su questa vicenda, e si è anche scoperto che la ragazza, aveva tentato di togliersi la vita, in diverse occasioni. Paradossalmente, sarebbe stata salvata dal covid. Risultata positiva, sarebeb stata portata nella stessa stanza di sua sorella e lì insieme, le due avrebbero organizzato la denuncia, anche con l’aiuto del fidanzato della ragazza, che è stato al suo fianco in questa scelta così difficile ma più che logica e necessaria.

La comunità di Aiello del Sabato ( Avellino) è sconvolta ma qualcuno trova anche il coraggio di dire che è un dramma di cui tutti erano a conoscenza e che si faceva un po’ finta di nulla. La ragazzina era infatti anche vittima di bullismo quando anni fa ancora andava a scuola. In casa sua non la facevano lavare, viveva in condizioni precarie e a scuola i compagni la prendevano in giro perchè puzzava. Poi negli ultimi tre anni un vero e proprio inferno. Mangiava una sola volta al giorno, passava le sue giornate da sola segregata al buio in una stanza in catene. E ci si chiede ancora il folle motivo, di tutto questo. Un motivo che non potrà mai spiegare anni di abusi e violenze, che hanno lacerato per sempre l’anima di questa ragazza.

I tentativi di togliersi la vita

Oggi di questa storia emergono dettagli che tolgono il fiato. La ragazza, parlando con le forze dell’ordine ha raccontato di come, pur di provare a sfuggire da questa situazione, ha tentato in più occasioni di togliersi la vita. Lo ha fatto prendendo dei farmaci che è riuscita a rubare in casa in uno dei momenti in cui non c’era nessuno a sorvegliarla. Lo ha fatto persino provando a infilare le sue dita in una presa dell’elettricità, pensando di poter morire con una scarica elettrica. Aveva pensato che solo la morte potesse mettere fine alle sue sofferenze. Aveva anche tentato di scappare di casa la 21enne ma purtroppo, neppure quel piano verso la libertà aveva funzionato.

Oggi sua madre, una donna di 47 anni deve rispondere di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e sequestro di persona. Oltre all’arresto della madre, è finito sotto inchiesta per gli stessi reati anche il padre 46enne che non si era mai opposto alla sconsiderata condotta della moglie. Da quello che emerso in queste ore, due giorni dopo che la notizia è stata data ai media, è che la ragazza pagherebbe perchè si chiama come la suocera di questa donna, della madre crudele che ha imposto a sua figlia tutto questo. Un nome, sarebbe il motivo di una vita da segregata.

Se i vicini di casa parlano del padre di questa ragazza come di un grande lavoratore e stentano a credere che tutto questo sia successo, altre persone che in queste ore hanno dato la loro testimonianza in tv ribadiscono che la situazione che si viveva in quella casa, era a conoscenza di tutti, forse non si pensava alle catene ma che la ragazza vivesse un disagio, era cosa nota. Saranno le forze dell’ordine con le loro indagini a stabilire le responsabilità di chi ha sbagliato, lo ha spiegato anche il sindaco di Aiello del Sabato.

Le parole del sindaco Sebastiano Gaeta

Non ci sono mai state segnalazioni per maltrattamenti o violenze domestiche” ribadisce il sindaco di Aiello del Sabato, Sebastiano Gaeta. “Tutto ciò che è successo e che sta emergendo in queste ore, anche dai racconti degli zii e dei quotidiani, ha lasciato l’intera comunità scioccata e senza parole. Attualmente, il nostro obiettivo è quello di dare un supporto, un aiuto a tutti i familiari, ai ragazzi e alle ragazze, tra i 14 e i 21 anni, con particolare attenzione ai quattro minori, per i quali sono stato nominato anche curatore speciale dal Gip e a cui ho fatto visita nella struttura. Fortunatamente, stavano bene. Logicamente, chiedevano quando potevano tornare a casa, ma erano tutti insieme a giocare“. Non è chiaro quale fosse il rapporto dei fratelli con la ventunenne ma pare che anche loro, probabilmente replicando l’atteggiamento della madre, avessero verso la ragazza un atteggiamento di comando e cattivo.

Quando i Carabinieri sono entrati nella casa della ragazza, l’hanno trovata ancora in catene, segregata al suo letto, proprio come la sorella più piccola, aveva raccontato.

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