Gabriela Serrano la seconda vittima di Vasiljevic : lo ha lasciato ma aveva paura di essere uccisa, non sbagliava

la storia di gabriela serrano

C’è una storia nella storia a Vicenza. Oggi su tutti i giornali si legge il nome di Lidia ma c’è una seconda vittima in una vicenda che, per l’ennesima volta, mostra come la giustizia in Italia, non sempre faccia il giusto corso. C’è la storia di  Gabriela Serrano, trovata uccisa nell’auto del killer che a Vicenza ha ammazzato l’ex moglie Lidia Miljkovic. Oggi il suo nome non campeggia sulle prime pagine, c’è più spazio per il Killer. Eppure anche lei era stata vittima della violenza di Zlatan Vasiljevic e aveva deciso di lasciarlo per tentare disperatamente di salvarsi la vita. Potrebbe essere questo il motivo che ha portato l’uomo, a prendere una decisione che ha distrutto la vita delle donne che diceva di aver amato e delle loro famiglie. Zlantan ha fallito per una seconda volta e per chi indaga, anche questo secondo abbandono potrebbe esser stata la miccia, l’effetto scatenante. Eppure i parenti di Lidia, la stessa donna, i suoi figli e il suo compagno lo sapevano, sapevano che ci sarebbe stato un pericolo. Una tragedia annunciata, l’ennesima, che questa volta, ha portato via in un solo colpo, due donne. Proprio la volontà di chiudere la relazione con Vasiljevic, con il quale non si sarebbe più vista da settimane, l’avrebbe condannata a subire lo stesso destino dell’ex moglie, freddata con sette colpi di pistola ai piedi dei colli Euganei.

Gabriela Serrano la seconda vittima di Vasiljevic 

Gabriela, 36 anni, venezuelana residente a Rubano in provincia di Padova, aveva già alle spalle una separazione. Con Zlatan aveva una relazione, iniziata da pochi mesi. Una storia complicata quella tra i due. Gabriela viveva un momento difficile, aveva perso il lavoro di commessa e aveva iniziato dal nulla questa relazione con l’ex camionista bosniaco disoccupato appena uscito dal carcere per le violenze contro Lidia Miljkovic. Ed è stato lo stesso assassino a convincerla a rivolgersi al suo legale, l’avvocatessa Daniela Neri, fino a convincerla a denunciare il marito per maltrattamenti e a ottenere dal tribunale un ordine di protezione, avviando la causa di separazione. La dimostrazione di quanto l’uomo, fosse ossessionato dalla sua vicenda personale, tanto da pensare di replicare con la sua compagna, accusando un altro uomo.

E la dimostrazione che L’ex marito di Gabriela per lei non era pericoloso, risiede nel fatto che la donna aveva chiesto proprio a lui aiuto, quando aveva compreso di essere in pericolo, di essersi fidata della persona sbagliata. “Non riesco a capire perché i due si trovassero insieme su quell’auto – dice l’avvocatessa Neri – da quanto mi risulta la loro relazione era finita e non si frequentavano più“. E’ possibile che la donna sia stata sequestrata o ingannata in qualche modo? E quali erano le intenzioni di Zlatan? Nell’auto dell’uomo, c’erano anche dei bagagli, ha tentato di convincere la sua ex compagna a scappare con lui? L’ha uccisa prima o dopo aver sparato a Lidia?

Una cosa è certa, Gabriela con il suo ex, non voleva avere più niente a che fare. A confermarlo, anche Alezandro Falet Naja, raggiunto dalla tragica notizia a Minorca. “E’ un’esecuzione annunciata – dice – tutti sapevano che quel pazzo le avrebbe fatto del male”. A poche ore dal duplice omicidio, tutti raccontano la stessa storia: di un uomo violento che aveva più volte manifestato la volontà di uccidere. Eppure era libero, nonostante fosse stato anche in carcere, nonostante le denunce.

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