La versione di Martina Patti: “Ho ucciso Elena da sola nel campo”

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Per chi indaga qualcosa non torna, ci sono due ore di vuoto da riempire, ci sono cose che quadrano. Ma Martina Patti, la donna siciliana che ha ucciso sua figlia Elena del Pozzo, una bambina di 5 anni, ha confermato la versione data in fase di confessione. Ha agito da sola, nessun complice. Elena non è morta in casa. Una versione, si intende, tutta da confermare quella della donna che è stata ascoltata questa mattina, in fase di interrogatorio di garanzia. A dare maggiori risposte, saranno poi i risultati del corpicino della piccola Elena, l’autopsia potrà confermare o smentire parte del racconto di Martina Patti. La donna ribadisce di aver portato Elena fuori casa, di averla uccisa in un campo ma anche su questa parte del racconto, gli inquirenti hanno dei dubbi, reputando invece che la bambina, possa esser stata uccisa in casa.

A molte delle domande fatte questa mattina, Martina avrebbe risposto con dei “non ricordo” che stridono con la fredda premeditazione che la donna ha usato per compiere questo omicidio. L’interrogatorio di garanzia si è concluso intorno alle 11.30 all’interno della casa circondariale di Piazza Lanza: la donna è accusata anche di occultamento del cadavere della figlia Elena. L’udienza si è tenuta davanti al Gip Daniela Monaco Crea. 

L’omicidio della piccola Elena: nessun complice per Martina Patti?

Era abbastanza chiaro aspettarsi questo genere di risposte da Martina. Se anche ha avuto un complice, difficilmente lo confesserà e non in questo momento delle indagini. La donna avrebbe ribadito di aver fatto tutto da sola mentre il suo avvocato, ha confermato tutte le intenzioni della ventitreenne di collaborare con le forze dell’ordine.

E’ trapelato comunque molto poco da questo interrogatorio. Non ci sono novità ad esempio sull’arma del delitto, un coltello che sarebbe stato usato da Martina per uccidere la piccola Elena. Coltello che non è stato trovato nè vicino al cadavere della piccola, nascosto nei sacchi della spazzatura, nè in casa.

L’avvocato di Martina, Gabriele Celesti, all’uscita del carcere di Catania ha dichiarato: “Per evitare strumentalizzazioni posso riferire unicamente che si è svolto l’interrogatorio e il giudice si è riservato sull’ordinanza di convalida. La mia assistita ha riposto alle domande. Non posso aggiungere dettagli di nessun tipo. I punti oscuri saranno oggetto di approfondimento investigativo anche alla luce delle dichiarazioni che sono state fatte.”

Il Gip Daniela Monaco Crea si è riservata la decisione sia sulla convalida del fermo sia sull’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti della donna. La decisione dovrà essere depositata entro domani.

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