Il finto battesimo, un mese in ospedale, le bugie: l’inferno della piccola Diana nel suo anno e mezzo di vita

Emergono dettagli inquietanti sulla vita della piccola Diana: non c'è neppure una foto della bambina, sua madre aveva inventato anche il battesimo mai celebrato
morte piccola diana

E’ una storia che ogni giorno, purtroppo, scrive una pagina bruttissima di cronaca. E’ la storia della piccola Diana. Da quando la bambina di un anno e mezzo è stata ritrovata morta nella casa in cui viveva con sua madre, emergono inquietanti dettagli su questa vicenda. Un anno e mezzo infernale per la piccola, una bambina che Alessia Pifferi non ha mai voluto. Avrebbe potuto darla in adozione, avrebbe potuto fare molte altre cose invece che lasciarla morire, dopo averla abbandonata per una settimana. Non sapeva di essere incinta, lo ha raccontato lei ai giudici, lo ha raccontato anche il suo attuale compagno. Non sapeva chi era il padre della piccola Diana; non voleva quella bambina che le portava via del tempo utile, tempo che lei avrebbe voluto passare con l’uomo che amava. Diana è nata in casa, nel bagno. Poi un mese in ospedale, il suo primo mese di vita. In ospedale la piccola è stata riportata anche dopo, quando aveva poco più di due mesi, sua madre, Alessia, era in viaggio a Montecarlo con il suo compagno. La piccola era rimasta con la nonna, aveva la febbre, è stata portata in ospedale. Era nata prematura la piccola Diana, aveva un problema ai reni.

La storia della piccola Diana morta in casa da sola dopo 6 giorni di abbandono

Cambiano le versioni di Alessia che in un primo momento aveva detto di non sapere chi fosse il padre della piccola. Oggi invece, confessa di conoscerne l’identità ma «di non avergli mai detto della figlia». Lo ripete anche ai poliziotti, mercoledì, quando Diana viene trovata senza vita nel suo lettino: «Devo avvisare il papà». Poi ci ripensa e agli investigatori non darà mai nessuna indicazione.

Della piccola Diana non ci sono neppure foto. Oggi per raccontare la sua storia, usiamo le immagini di quei palloncini bianchi lasciati davanti alla casa in cui è morta. Non una tragedia ma una morte che sua madre aveva messo in conto che poteva arrivare. L’ha lasciata senza cibo, senza acqua, al caldo. Oltre 40 gradi a Milano quando Diana, sola nella sua stanzetta urlava probabilmente per chiedere aiuto. Ma nessuno l’ha sentita.

Una vita fatta di bugie quella di Alessia Pifferi, come quelle raccontate quando diceva di aver organizzato il battesimo della bambina.  Una vicina di casa racconta che la Pifferi, aveva organizzato una festa per il battesimo della piccola Diana. Un battesimo che però non c’è mai stato, e neppure la festa, servita soltanto per «scroccare» regali da amici e parenti. Diana era soltanto un modo per muovere a pietà, per raccattare una busta di banconote, un braccialetto d’argento. Era un mezzo per arrivare a qualcosa, nulla di più.

Oggi i vicini di casa della piccola Diana, una bambina di 18 mesi, parlano di una creatura gracile e sempre stordita. Era perennemente nel passeggino, mai in piedi da sola. E il dubbio che forse, si sarebbe potuto fare qualcosa per questa bambina, oggi è più forte che mai.

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