67enne segregata in un tugurio in Molise per 22 anni: in paese sapevano, denunce inascoltate?

Ha raccontato di esser stata segregata in un tugurio per 22 anni da suo fratello e da sua cognata. In paese forse qualcuno sapeva, qualcuno ha denunciato. Perchè nessuno ha fatto nulla?
donna segregata campobasso

E’ una storia drammatica quella che arriva dalla provincia di Campobasso e sui cui le forze dell’ordine indagheranno a fondo. E’ la storia di una donna che sarebbe stata segregata in uno stanzino da suo fratello e da sua cognata. Una segnalazione anonima ha portato i Carabinieri a scoprire quello che stava accadendo e la donna incredula, non riusciva a capacitarsi: dopo 22 anni di “carcere” finalmente la libertà. Ha raccontato di essersi trasferita a casa di suo fratello dopo la morte del marito ma mai avrebbe pensato che per lei, quella soluzione, sarebbe diventata una prigione. La donna viveva in una stanza senza riscaldamento, senza bagno. Poteva lavarsi solo una volta al mese e per mangiare, sua cognata o suo fratello le passavano qualcosa dalla finestra. Ha raccontato di aver tenuto addosso per 22 anni gli stessi abiti che aveva portato con se, quando si era trasferita a casa del fratello.

Oggi tutti si chiedono come sia stato possibile che per tanto tempo nessuno si sia accorto di nulla, e delle due persone che hanno segregato la donna in casa, i compaesani ne parlano come di due persone per bene. Mai avrebbero immaginato quello che oggi, viene raccontato sulla stampa nazionale. La donna, avrebbe chiesto aiuto, provando a urlare affacciandosi da una finestra, ma nessuno avrebbe sentito la sua richiesta di soccorso. Proprio per questo motivo si indaga, per comprendere se in questa storia, ci sono coinvolte anche altre persone.

22 anni segregata in un tugurio da suo fratello e da sua cognata

Due le lettere anonime che sono arrivate ai Carabinieri e grazie a queste due segnalazioni, la libertà alla donna che dopo 22 anni, ha visto la luce.

In paese però qualcuno parla con i giornalisti. Una parrucchiera in particolare, ha rilasciato delle dichiarazioni al giornalista di Pomeriggio 5 Vito Paglia, raccontando che solo da pochi anni non vedeva più la donna che prima, insieme a sua cognata, andava da lei a farsi i capelli. A detta della donna quindi, la vittima non sarebbe stata segregata sin dall’inizio, racconta che la vedeva andare anche alla posta, che era abbastanza chiusa e non parlava molto. Quando si era recata nel salone, aveva raccontato del marito, che era morto, di come lo aveva assistito negli ultimi mesi di vita e poco altro.

Altre persone però raccontano anche di richieste di aiuto e di riprese audio che ci sarebbero state in questi anni. Una donna, sempre ai microfoni di Pomeriggio 5 ha spiegato che la vittima, più volte dalla finestra aveva provato a chiudere aiuto e che ci sarebbero anche delle riprese audio che testimonierebbero la prigionia. Non solo, la donna che ha parlato con il giornalista Vito Paglia ha spiegato che a suo dire, ci sarebbero state diverse denunce inascoltate forse perchè anonime e quindi non prese sul serio, visto che non si pensava a una cosa così grave. Probabilmente alla fine, anche per questo motivo, ci sarebbero state le riprese video con l’audio di questa donna che chiedeva aiuto e a questo punto, le forze dell’ordine, sono intervenute.

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