Il consulente della famiglia Poggi: “Ricostruzione pm incompatibile con scena del crimine”

La nuova indagine per l'omicidio di Chiara Poggi colloca Andrea Sempio sulla scena del crimine come unico assassino: la posizione della famiglia della ragazza

omicidio chiara poggi

Nella puntata di Storie Italiane di questa mattina, sono intervenuti diversi protagonisti che in qualche modo, fanno parte delle indagini sul caso Garlasco. Tra gli altri, anche il consulente della famiglia Poggi, Redaelli. Nel programma di Eleonora Daniele, il consulente della famiglia di Chiara, si è detto parecchio perplesso rispetto a quello che sta emergendo in queste ore e alla ricostruzione di una nuova scena del crimine ma in particolare, di una nuova modalità di aggressione che ha portato a un feroce omicidio.

>>> La prima reazione di Andrea Sempio alle notizie di oggi

Il consulente dei Poggi commenta le ultime notizie sul delitto

Le ultime novità emerse da Pavia sul caso dell’omicidio di Chiara Poggi hanno riacceso il dibattito attorno alla ricostruzione investigativa e riportato l’attenzione sulle posizioni della famiglia della giovane. A commentare gli sviluppi è stato Dario Redaelli, consulente dei Poggi ed esperto in analisi delle scene del crimine, che ha espresso forti perplessità rispetto alla dinamica degli eventi descritta nel capo d’imputazione notificato ad Andrea Sempio. Secondo Redaelli, alcuni passaggi della ricostruzione avanzata dalla procura non troverebbero riscontri concreti negli elementi raccolti durante i sopralluoghi effettuati dai carabinieri della territoriale e dai Ris di Parma.

Tra i punti maggiormente contestati vi è la presunta dinamica legata al corpo di Chiara Poggi e alla sua posizione sulle scale della cantina. Redaelli ha evidenziato come, stando alla documentazione tecnica disponibile, sui primi due gradini sarebbero presenti soltanto gocciolature e non tracce compatibili con un trascinamento del corpo. Inoltre, il consulente ha sottolineato che l’ipotesi di 4 o 5 colpi inferti con estrema violenza, tali da provocare una vasta frattura cranica in posizione parieto-occipitale sinistra, non sembrerebbe trovare conferma nelle tracce ematiche rilevate lungo le scale. La quantità limitata di schizzi e l’assenza di segni riconducibili al brandeggio di un oggetto contundente rappresenterebbero, secondo l’esperto, elementi che meritano ulteriori approfondimenti.

La famiglia Poggi, attraverso il proprio consulente, mantiene quindi una posizione prudente e attenta rispetto alle ultime notizie provenienti da Pavia. Pur evidenziando dubbi sulla ricostruzione formulata dagli investigatori, Redaelli ha ribadito la necessità di procedere con la massima cautela, sottolineando quanto sia fondamentale poter esaminare nel dettaglio tutto il materiale investigativo e tecnico raccolto dalla procura. In attesa di ulteriori sviluppi, il caso continua a suscitare interesse e interrogativi, mentre i familiari di Chiara Poggi seguono con attenzione ogni nuova evoluzione dell’inchiesta.

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