Attualità Italiana

La morte di Annabella Martinelli: i biglietti nello zaino, i resti della pizza vicini al corpo

Annabella Martinelli è stata ritrovata morta sul monte Oliveto a Teolo: le ultime notizie

annabella martinelli morta

L’epilogo che in tanti temevano. E che, secondo quanto emerso nelle ultime ore, Annabella Martinelli avrebbe probabilmente deciso da tempo. La 22enne, studentessa universitaria di Padova, è stata trovata morta impiccata a un albero sui Colli Euganei: dentro il suo zaino sarebbe stato rinvenuto un quaderno in cui la ragazza preannunciava il gesto. Non solo: prima di uscire per l’ultima volta, Annabella avrebbe lasciato anche una lettera in casa, indirizzata ai genitori. Ed è forse per questo motivo che la famiglia non si è mai esposta mediaticamente, evitando di lanciare appelli in tv come succede sempre quando qualcuno scompare.

La giovane era scomparsa la sera dell’Epifania dall’abitazione in cui viveva con la famiglia, proprio a Padova. Da quel momento erano scattate le ricerche, proseguite senza sosta per giorni, tra speranze e segnalazioni, con un impiego quotidiano importante di uomini e mezzi sul territorio.

Annabella Martinelli trovata morta sul Monte Oliveto a Teolo

Il corpo di Annabella Martinelli è stato trovato ieri pomeriggio, intorno alle 15, in un boschetto sul Monte Oliveto, a ridosso della strada principale che porta a Teolo. Un dettaglio che colpisce è la vicinanza tra il luogo del ritrovamento e la bicicletta: la ragazza aveva parcheggiato la sua bici viola — chiusa con il lucchetto — a meno di due chilometri di distanza.

Secondo la ricostruzione, Annabella aveva percorso oltre venti chilometri in bicicletta per raggiungere l’area collinare, nonostante le temperature sotto lo zero registrate in quei giorni.

A individuare il cadavere della 22enne non è stata la macchina dei soccorsi attiva da quasi nove giorni, che vedeva impegnati ogni giorno oltre 50 uomini tra Vigili del fuoco, forze dell’ordine e volontari della Protezione civile. A fare la tragica scoperta è stata invece una residente, uscita a passeggio con il cane. E anche questo, dobbiamo dirlo, è un fattore che fa riflettere. Non è la prima volta infatti, anzi, succede sempre più spesso che le ricerche non portino a nulla e che invece, chi si trova in un posto per caso, scopra un corpo.

La donna, imboccando una stradina ghiaiosa adiacente a via Euganea, ha notato tra gli alberi la ragazza, appesa a un ramo con una corda al collo. Una corda che, con ogni probabilità, Annabella Martinelli avrebbe portato con sé all’interno del suo zaino rosso.

Lo zaino rosso e i fotogrammi diffusi dalla Procura: il particolare delle pizze

Lo stesso zaino era stato immortalato nei tre fotogrammi diffusi mercoledì dalla Procura di Padova, relativi alle riprese delle telecamere di videosorveglianza che avevano ripreso la ragazza durante la sua pedalata, la sera del 6 gennaio. Proprio da quelle immagini era emerso un dettaglio che aveva generato molte domande: sul portapacchi posteriore della bici comparivano due cartoni di pizza da asporto. Le pizze erano state acquistate a metà tragitto, nella pizzeria “Dove Come Quando”, a San Domenico di Selvazzano Dentro. Il dubbio, per molti, era inevitabile: perché prendere due pizze se era da sola?

La risposta è arrivata con quanto ritrovato sul posto: dentro lo zaino, oltre ai fogli e al quaderno, sarebbe stato trovato un pezzo di Margherita, mentre un altro pezzo era ai piedi dell’albero scelto dalla 22enne per impiccarsi.

Chiarito anche il mistero del telefono cellulare. Lo smartphone, secondo le informazioni raccolte dagli inquirenti, aveva agganciato per l’ultima volta la cella di Teolo nella serata del 7 gennaio, circa 24 ore dopo la scomparsa. Una cella che però copre un diametro di circa venti chilometri, rendendo complessa l’individuazione precisa del punto.

Il dispositivo è stato ritrovato nella tasca del giubbotto di Annabella. Era spento, probabilmente scarico, elemento che aiuta a ricomporre gli ultimi spostamenti della ragazza e a spiegare l’improvvisa interruzione di qualsiasi contatto.

Inchiesta aperta per sequestro: ora l’ipotesi prevalente è il gesto volontario

Nel pomeriggio, sul luogo del ritrovamento, sono arrivati anche il procuratore capo Antonangelo Racanelli e la pm Martina Varagnolo, titolare del fascicolo che nei giorni scorsi era stato aperto contro ignoti per sequestro di persona. L’ipotesi, durante le ricerche, era che qualcuno potesse averla trattenuta contro la sua volontà. Al momento però gli elementi raccolti spingono verso una ricostruzione differente. Racanelli ha dichiarato che “non ci sono elementi per ipotizzare responsabilità nei confronti di terze persone”, frase che orienta in modo chiaro la lettura investigativa verso un gesto autonomo.

Disposta l’autopsia: accertamenti in programma martedì

Per fugare ogni dubbio e completare il quadro, è già stato conferito l’incarico per l’autopsia, che dovrebbe essere effettuata martedì prossimo. Un passaggio fondamentale, previsto in casi simili, sia per chiarire le cause della morte con assoluta certezza, sia per escludere definitivamente qualsiasi altra pista. Gli investigatori, inoltre, sembrano ritenere autentici gli scritti lasciati dalla giovane. Secondo quanto emerso, Annabella Martinelli stava attraversando un periodo complicato, aspetto che — unito agli elementi trovati — renderebbe più solida l’ipotesi del gesto volontario.

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