Maturità 2026 proposta A2 I piaceri di Vitaliano Brancati: comprensione del testo e risposte
Il testo di Vitaliano Brancati, I piaceri nella proposta B2 della prima traccia per la maturità 2026
La Proposta A2 della prima prova della Maturità 2026 ha portato gli studenti a confrontarsi con uno dei temi più universali e profondi della letteratura: il valore della memoria. Il testo scelto dal Ministero è un brano tratto da I piaceri di Vitaliano Brancati, scrittore tra i più importanti del Novecento italiano, autore capace di indagare con sensibilità e lucidità i sentimenti, le fragilità e le contraddizioni dell’animo umano.
Nelle pagine proposte agli maturandi, Vitaliano Brancati riflette sul rapporto tra ricordo e identità personale, sostenendo che senza la memoria il mondo perderebbe consistenza e significato. Attraverso immagini evocative e metafore legate alla luce, al fuoco e alla natura, l’autore descrive i ricordi come un patrimonio prezioso da custodire con attenzione, perché rappresentano la traccia concreta della vita vissuta. Una traccia che ha invitato gli studenti non solo ad analizzare il testo di Vitaliano Brancati dal punto di vista linguistico e stilistico, ma anche a riflettere sul ruolo che la memoria svolge nella costruzione della propria esperienza e della propria storia personale.
Abbiamo provato a rispondere alle domande e ad analizzare il tutto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e di Chat GPT.
>>> Maturità 2026 l’analisi del brano di Mario Calabresi
Vitaliano Brancati proposta A2 maturità 2026
Ecco le risposte alle domande di comprensione e analisi relative al brano tratto da I piaceri di Vitiliano Brancati.
1. Riassumi il contenuto del brano proposto
Nel brano Vitaliano Brancati riflette sull’importanza della memoria nella vita umana. Secondo lo scrittore, senza la capacità di ricordare il mondo perderebbe consistenza e significato, diventando una realtà priva di profondità. I ricordi permettono infatti di conservare le esperienze vissute e di mantenere vivo il legame con il passato.
Brancati paragona la memoria a una fiamma che deve essere continuamente alimentata: se viene trascurata, i ricordi si affievoliscono fino a scomparire. Per questo motivo egli afferma di custodire con cura ogni ricordo, anche quelli più lontani e apparentemente insignificanti. La memoria rappresenta per lui un bene prezioso, poiché ciò che non viene ricordato rischia di svanire per sempre. Solo le azioni compiute e le esperienze realmente vissute possono sottrarsi all’oblio.
2. Individua e analizza i riferimenti alla realtà naturale e le metafore ad essa ispirate
Nel testo Brancati utilizza numerose immagini tratte dalla natura e dalla vita quotidiana per spiegare il funzionamento della memoria.
- La memoria viene paragonata a una luce o a un fuoco che illumina il passato. Quando i ricordi si affievoliscono, la luce si spegne e il passato sprofonda nell’oscurità.
- I ricordi sono associati ai colori della memoria, che possono scolorire e svanire se non vengono continuamente richiamati alla mente.
- L’autore immagina il Sole che tra cento anni potrebbe essere coperto da una nuvola e l’umanità costretta a custodire l’ultimo raggio di luce: questa immagine simboleggia il bisogno di conservare gelosamente ciò che è prezioso, proprio come i ricordi.
- I ricordi vengono infine paragonati a marenghi (monete d’oro) che devono essere contati e custoditi con attenzione.
Attraverso queste metafore Vitaliano Brancati rende concreta e immediatamente comprensibile l’idea che la memoria sia fragile ma indispensabile.
3. Commenta la frase: «Io ho l’abitudine di sorvegliare continuamente la mia memoria e contare ogni sera i miei ricordi come l’avaro conta i suoi marenghi…»
Con questa affermazione Vitaliano Brancati sottolinea il valore straordinario che attribuisce ai ricordi. Il paragone con l’avaro che conta le proprie monete evidenzia come egli consideri ogni esperienza vissuta un patrimonio prezioso da proteggere.
L’autore dedica quindi molta attenzione alla memoria, rievocando spesso episodi passati per impedirne la scomparsa. La frase mette in luce una concezione della memoria non come semplice archivio di fatti, ma come elemento fondamentale dell’identità personale. Ricordare significa conservare una parte di sé e della propria storia.
Inoltre emerge il timore dell’oblio: Vitaliano Brancati teme che i ricordi possano svanire e per questo li controlla e li custodisce con cura, quasi fossero un tesoro.
4. Quale «mano di ladro» può essere così sacrilega? Spiega il senso dell’aggettivo utilizzato da Brancati
L’espressione «mano di ladro» indica metaforicamente il tempo, l’oblio o qualsiasi forza che possa sottrarre all’uomo i suoi ricordi. Brancati si chiede quale mano possa rubare qualcosa di così intimamente legato alla persona.
L’aggettivo «sacrilega» significa che compie un’azione irrispettosa verso qualcosa di sacro. In questo caso i ricordi sono considerati quasi sacri perché rappresentano la vita stessa dell’individuo, la sua identità e le sue esperienze. Cancellarli equivale a compiere una profanazione, un gesto gravissimo contro ciò che rende unica ogni persona.
Attraverso questo termine l’autore enfatizza il valore della memoria, elevandola a bene fondamentale e inviolabile.