Omicidio Paganelli, la Bruzzone in aula: “due persone sulla scena del crimine”
Durante la nuova udienza che vede Louis Dassilva imputato per l'omicidio di Pierina Paganelli è stata esposta la consulenza della dottoressa Bruzzone
“Sulla scena del crimine c’erano due persone. La prima ha aggredito Pierina Paganelli, accoltellandola, la seconda ha manipolato il cadavere” sono state queste ieri le parole di Roberta Bruzzone in aula durante il processo che vede imputato Louis Dassilva. La criminologa fa parte del pool difensivo del senegalese accusato di aver ucciso Pierina Paganelli. Per l’accusa però, non c’erano altre persone sulla scena del crimine tanto che, Dassilva è stato il solo indagato con l’accusa di aver ucciso Pierina Paganelli nel suo garage e oggi è l’unico a processo mentre Manuela Bianchi e suo fratello Loris Bianchi, sono da sempre risultati estranei ai fatti.
Una delle prove principali della colpevolezza di Dassilva, secondo l’accusa, sarebbe arrivata proprio con il racconto di Manuela Bianchi che, colloca Louis Dassilva sulla scena del crimine la mattina in cui il corpo di sua suocera è stato ritrovato.
La dottoressa Bruzzone sull’omicidio Paganelli: due persone hanno agito
Non è di questo avviso ovviamente la dottoressa Bruzzone, che fa parte del team difensivo sin dall’inizio di questa vicenda, da quando Dassilva ha deciso di sfilarsi dal gruppo che veniva difeso dai Barzan, per avere dei nuovi legali. Per la criminologa in quel box è successo altro e il marito di Valeria Bartolucci, non avrebbe nulla a che fare con l’omicidio di Pierina Paganelli.
Ieri in aula ha parlato proprio la Bruzzone, nelle vesti di consulente della difesa e ha spiegato: “A sferrare le 29 coltellate è stato un uomo con una spiccata sicurezza, mentre qualcun altro ha manipolato il cadavere adagiandolo su un giocattolo e tagliando gli indumenti all’altezza dei genitali, esponendoli. Una mano incerta di una persona che covava un profondo rancore“.
Fermandosi a parlare con i giornalisti dopo le sue parole in aula, la dottoressa Bruzzone ha poi aggiunto: “Per me l’esposizione dei genitali è corrisposta ad una firma psicologica. Anche il taglio della gonna e dello slip rientra, a mio avviso, in questa logica. È un gesto che esprime un forte rancore e una volontà precisa di offesa. Per arrivare a un livello di odio simile è necessario un legame profondo e conflittuale. Sulla base degli atti a disposizione, l’unica relazione con queste caratteristiche emerge nei rapporti tra la vittima e la signora Bianchi“.
Ha ribadito che questo non significa che sulla scena del crimine si possa collocare Manuela Bianchi ma esclude che ci fosse Dassilva. “Io credo ci sia stata una ricomposizione del cadavere. Risultava troppo composto. Qualcuno ha modificato anche la capigliatura di Pierina Paganelli, che era stata descritta diversamente da chi l’aveva vista nelle ore precedenti al delitto” ha detto la dottoressa Bruzzone.