Pensioni quota 100 ultime notizie: sarà solo per tre anni?


Pensioni quota 100 ultime notizie: sarà solo per tre anni?

Secondo le ultime notizie, le pensioni quota 100 potrebbero rimanere in vigore solo per tre anni. Infatti la misura dovrebbe interessare il triennio che va dal 2019 al 2021. A seguito di questi tre anni, si deciderà se confermare o meno questa opzione oppure se modificarla per migliorarla. Probabilmente questo punto aiuterà l’Italia di fronte alla Commissione europea. L’obiettivo del Governo, guidato dal premier Giuseppe Conte e dai vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, è quello di mantenere le promesse fatte ai cittadini in campagna elettorale. All’Europa però bisogna dare ascolto e dunque si cercano dei punti di congiunzione tra le parti. In virtù di questo, è possibile che anche il reddito di cittadinanza abbia una durata di tre anni, a seguito dei quali si prenderanno le relative decisioni. Ma vediamo quali sono tutte le ultime notizie in materia pensionistica.

PENSIONI QUOTA 100 ULTIME NOTIZIE: LA DURATA SARA’ DI SOLI TRE ANNI? ECCO LE NOVITA’

Fino ad oggi non si era parlato ancora della durata della misura delle pensioni quota 100. Il fatto che possano durare solo tre anni mette quindi in allerta coloro che, nell’arco dei prossimi anni, raggiungeranno i requisiti richiesti per lasciare il lavoro e godersi finalmente la pensione.

Ricordiamo che i requisiti minimi per accedere alle pensioni quota 100 sono 38 anni di contributi versati e 62 anni di età.

Chi non eserciterà il diritto di andare in pensione con questa formula nei prossimi tre anni, potrà farlo anche successivamente. Queste sono dunque le prime indiscrezioni.

Ma qual è il sistema di uscita dal lavoro con questa misura? Si parla di finestre mobili. Per i lavoratori del settore privato le finestre dovrebbero essere trimestrali. Dunque si potrà andare in pensione a tre mesi dalla domanda, una volta maturati i requisiti richiesti. I dipendenti pubblici, invece, dovranno dare un preavviso di sei mesi. Questo succederà almeno per i primi due anni. C’è però una regola a cui i lavoratori devono sottostare. Andando in pensione con questa opzione, ci sarà il divieto di cumulo con altri redditi da lavoro. Non è ancora chiaro quanto durerà tale divieto.

La necessità delle finestre mobili deriva dalle possibili difficoltà che potrebbe incontrare il settore pubblico. L’uscita di massa dei lavoratori potrebbe provocare un collasso di determinati settori. Dunque bisogna avere il tempo materiale per organizzare dei concorsi e per attingere dalle graduatorie già esistenti. L’obiettivo del Governo è comunque quello di favorire il turnover generazionale delle forze lavoro.

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