Pensioni ultime notizie, arrivano i primi tagli sugli assegni


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Pensioni ultime notizie, arrivano i primi tagli sugli assegni. Dal giorno 1 aprile 2019 sono divenuti effettivi i tagli agli assegni di milioni di pensionati. E’ questa una delle conseguenze della manovra con la quale il Governo ha messo mano al sistema pensionistico modificandolo con una nuova riforma delle pensioni. I ritocchi riguardano le pensioni superiori di 3 volte il minimo e inferiori a 4, per le quali è prevista una rivalutazione del 97%. Scopriamo dunque in cosa consistono i tagli alle pensioni e quali assegni rientrano in questo provvedimento.

PENSIONI ULTIME NOTIZIE, DAL GIORNO 1 APRILE ENTRANO IN VIGORE I TAGLI AGLI ASSEGNI DEI PENSIONATI: COSA CAMBIA?

Da ieri, 1 aprile 2019, sono dunque effettivi i tagli agli assegni dei pensionati. Come vi abbiamo anticipato, i ritocchi riguardano le pensioni superiori di 3 volte il minimo e inferiori a 4. Per questi importi la rivalutazione prevista è del 97%. E’ invece pari al 77% per quel che riguarda gli assegni tra 4 e 5 volte il minimo. Il 52% è previsto per le pensioni tra 5 e 6 volte il minimo. Oltre le 6 volte, c’è una rivalutazione del 47% che arriva al 45% per gli assegni oltre le 8 volte il minimo. E’ invece pari al 40% la rivalutazione per le pensioni pari a 9 volte il minimo.


Aldilà di queste cifre, cosa cambia di fatto per i pensionati? I loro assegni saranno inferiori se rientranti nelle categorie che vi abbiamo esposto. I tagli più evidenti incideranno sulle pensioni di media fascia e quelle di fascia maggiore. Dunque, su un assegno pari a 2.500 euro lordi, il taglio sarà pari a 320 euro in tre anni. La misura che introduce questi tagli sarà valida fino al 2021. I pensionati che sono colpiti dal blocco delle rivalutazioni possono arrivare a perdere anche 170 euro l’anno.

Ma non finisce qui, perché una volta divenuti effettivi i tagli, avverrà il conguaglio. I pensionati dovranno dunque restituire l’importo della rivalutazione percepito per i mesi di gennaio, febbraio e marzo 2019. Tale restituzione dovrebbe avvenire da giugno. Successivamente inizierà anche la sforbiciata sulle pensioni d’oro. In questo caso la riduzione sugli assegni che superano i 5mila euro sarà evidente.

Insomma, se da una parte la riforma delle pensioni è stata clemente per quanto riguarda i pensionamenti anticipati, lo stesso non si può dire sugli importi. Sicuramente le nuove misure costituiscono una novità e rivoluzionano in parte il sistema pensionistico italiano. Intanto viene data la possibilità a molti lavoratori di lasciare il proprio posto prima dell’età pensionabile grazie alla quota 100, all’opzione donna e alla pensione anticipata.


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