Reddito di cittadinanza ultime notizie, ai datori di lavoro conviene assumere i beneficiari del nuovo sussidio?


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Reddito di cittadinanza ultime notizie, ai datori di lavoro conviene assumere i beneficiari del sussidio? Come ormai sappiamo, chi ha i requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza e si vede accettare la domanda, dovrà fare tutt’altro che starsene seduto sul divano. Dunque ecco che entrano in gioco i Centri per l’impiego, con il compito di seguire i beneficiari del sussidio nella ricerca di un lavoro o comunque in un percorso di formazione. Ma cosa succede per i datori di lavoro in cerca di personale che decidono di assumere un beneficiario del reddito di cittadinanza? In via ufficiale, dal giorno 1 aprile 2019, le aziende che assumono queste persone hanno diritto a importanti sgravi fiscali, con l’esonero totale dei contributi assistenziali e previdenziali. Almeno nella teoria è così, ma nella realtà? Cosa sta succedendo in questi primi mesi di reddito di cittadinanza? Scopriamo cosa succederà con l’accettazione del primo flusso di domande.

REDDITO DI CITTADINANZA ULTIME NOTIZIE, DATORI DI LAVORO NON PAGANO CONTRIBUTI ASSISTENZIALI E PREVIDENZIALI SE ASSUMONO I BENEFICIARI DEL SUSSIDIO

I datori di lavoro che scelgono di integrare nel loro team di lavoro una persona che beneficia del reddito di cittadinanza, possono godere di sgravi fiscali importanti. C’è però da dire che, allo stato attuale delle cose, ci sarebbero alcuni ostacoli a questo. Il primo sono le condizioni per assumere i beneficiari del reddito di cittadinanza. Il contratto deve essere di assunzione a tempo pieno e indeterminato, anche se si tratta di un apprendistato. Dunque non si possono fare contratti part-time o a termine.


Altro ostacolo per i datori di lavoro è la realizzazione di un incremento occupazionale netto. Non devono essere in atto sospensioni dal lavoro determinate da una crisi o da una riorganizzazione dell’azienda. Gli sgravi contributivi previdenziali sono sia per la quota a carico del dipendente che del datore di lavoro. Non rientrano però in questi sgravi i premi e i contributi dovuti all’INAIL.

Dunque in via teorica alle aziende conviene sicuramente assumere i beneficiari del reddito, purché necessitino di figure a tempo pieno e rispettino una serie di requisiti. Fino a quando però non verranno accettate ufficialmente le prime domande però, non si potrà capire fino in fondo se tale sistema avrà successo e riuscirà davvero a far ripartire l’occupazione e l’economia.

Non ci resta che attendere il responso dell’Inps per le prime domande presentate al fine di ottenere il reddito di cittadinanza, così da capire anche se i Centri per l’impiego saranno all’altezza della situazione.


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