Pensioni quota 41 ultime notizie: sostituirà quota 100?


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Pensioni quota 41 ultime notizie, sostituirà quota 100? Questa è una delle indiscrezioni che circolano in queste ore. Come ormai sappiamo, la nuova riforma del sistema pensionistico punta soprattutto sulle pensioni quota 100. Si tratta di una misura che consente di andare in pensione già a 62 anni con 38 anni di contributi versati. Ma il Governo non ha mai fatto mistero di puntare alla quota 41 per tutti, da realizzare entro i cinque anni di legislatura. Questa potrebbe essere introdotta dal 2022 sostituendo dunque la quota 100, misura sperimentale valida per il triennio 2019-2021.

Pensioni ultime notizie, dal 2022 arriva la quota 41 al posto della quota 100?

E’ quindi tutt’altro che scontato che le pensioni quota 100 vengano rinnovate dopo il triennio sperimentale. Il provvedimento potrebbe essere sostituito dalla quota 41 per tutti. Questa misura non pone limiti di tipo anagrafico per l’uscita dal lavoro, e riguarderebbe dunque molte persone. Sta di fatto che attualmente la quota 100 sta riscuotendo un grande successo e consente di lasciare il lavoro anche fino a 5 anni prima rispetto all’età pensionabile. Purtroppo però alcuni lavoratori ne restano esclusi, perché non raggiungono il limite anagrafico previsto pur avendo molti anni di contributi alle spalle. Risultano essere penalizzate anche le donne, sebbene per loro sia prevista una misura ad hoc, l’opzione donna. Per loro si pensa a provvedimenti che ne valorizzino il ruolo di accudimento (verso i figli o altri) e che consente di ottenere dei vantaggi contributivi.

La quota 41 è già presente nel sistema pensionistico italiano, ecco a chi è rivolta

Nel sistema pensionistico italiano è già presente la quota 41, ma è rivolta solamente a coloro che hanno maturato almeno un anno di contributi prima dei 19 anni di età. Inoltre bisogna rientrare in una situazione di disagio tra le seguenti: riduzione della capacità lavorativa con invalidità superiore al 74%, disoccupazione, mansioni usuranti, caregivers.

Si elimina il paletto anagrafico

Con la quota 41 per tutti, a differenza della quota 100, non si dipende più dal limite anagrafico ma solo da quello contributivo. Possono rientrare nella misura tutti coloro che hanno iniziato a lavorare presto, in giovane età, e che hanno avuto una carriera continuativa. Si tratta di persone che allo stato attuale, non avendo compiuto i 62 anni di età, restano escluse dalle pensioni quota 100 pur avendo raggiunto gli anni di contributi richiesti.

Quindi il Governo non sembra voler accantonare questo progetto ambizioso che rivoluziona il sistema pensionistico italiano. L’obiettivo è quello di superare una volta per tutte la riforma Fornero, che è ritenuta inadeguata. Sta di fatto però che, per la quota 41, bisognerà attendere almeno il 2022.

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