Pensioni ultime notizie, per i sindacati la quota 100 non basta: ecco perché


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Pensioni ultime notizie, per i sindacati la quota 100 non basta ancora, ma perché? A quanto pare la misura deve essere resa strutturale e deve prevedere degli ulteriori provvedimenti a favore di alcune categorie di lavoratori. Stiamo parlando ad esempio di coloro che hanno iniziato a lavorare in giovane età, che ad oggi sono penalizzati dal sistema pensionistico in vigore. Dunque la riforma delle pensioni è sicuramente un passo in avanti rispetto al passato, inserendo maggiore flessibilità per l’uscita dal lavoro. Va però ancora migliorata. Scopriamo quindi cosa propongono i sindacati per far fronte alle necessità dei lavoratori per quanto riguarda le pensioni.

RIFORMA PENSIONI ULTIME NOTIZIE: I SINDACATI CHIEDONO ULTERIORI INTERVENTI PER I LAVORATORI RIMASTI ESCLUSI DA QUOTA 100

Le pensioni quota 100, come sappiamo, sono di natura sperimentale. La misura ha una durata triennale, dal 2019 al 2021, e dopodiché si dovrà decidere se confermarla o meno, oppure modificarla. L’obiettivo del Governo, a lungo termine, sarebbe quello di arrivare alla quota 41 per tutti, che andrebbe dunque a rimpiazzare anche la quota 100, come vi abbiamo spiegato qui. Con la quota 100 restano esclusi quei lavoratori che hanno iniziato a lavorare da giovani ma che non raggiungono l’età pensionabile prevista da questa nuova misura. Infatti si può lasciare il lavoro solo ed esclusivamente se si soddisfano due requisiti: 62 anni di età e 38 anni di contributi.

Con la pensione anticipata, così come prevista dall’ordinamento previdenziale italiano, si può andare in pensione con 42 anni e 10 mesi di contributi, e per le donne sono 41 anni e 10 mesi. Con questa tipologia di pensionamento non è necessario soddisfare il vincolo anagrafico.

Pensioni ultime notizie, le lavoratrici sono tra le categorie penalizzate dalla riforma: è difficile raggiungere i requisiti per quota 100 e quota 41

Un’altra categoria di lavoratori non tutelata è quella di coloro che hanno avuto una carriera discontinua, con conseguenze nel pagamento dei contributi. Si tratta ad esempio delle donne, che difficilmente riescono a rientrare nei requisiti richiesti dalla quota 100 e di altre misure. Queste spesso sono infatti costrette a mettere in pausa la carriera per il ruolo di cura da svolgere in famiglia, soprattutto nei confronti dei figli. Al riguardo pare però che il governo stia già pensando a provvedimenti ad hoc, come vi abbiamo spiegato precedentemente qui.

Date queste problematiche, per i sindacati né le pensioni quota 100 né le pensioni quota 41 riescono a risolvere definitivamente la situazione. Servono perciò altre idee per far sì che non ci siano lavoratori o lavoratrici penalizzati dal sistema delle pensioni in Italia.

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