Formula 1, Gp Cina: Fernando Alonso ci crede

Fernando Alonso Diaz, Asturiano di Oviedo, incarna perfettamente l’animo spagnolo. Ancora una volta si dichiara fiducioso per la gara di domani, terzo appuntamento del mondiale di Formula 1 GP Cina, ancora una volta è costretto a partire dalla terza fila, a partire e patire i pericoli di un avvio pieno di rischi già alla prima curva, in mezzo a tante macchine veloci quanto lui o più veloci di lui. Eppure è fiducioso, consapevole dei propri mezzi più di quelli della Ferrari, che in questo avvio di campionato ha dimostrato di essere più lenta delle peggiori previsioni, un ritardo che spesso supera il secondo, un’eternità in Formula 1.

Considerando anche le prestazioni del compagno di squadra Massa, i ferraristi non dormono sonni tranquilli perché la presenza di quello che da molti è considerato uno dei migliori piloti della storia, non basta a recuperare il gap con la Red Bull che sembra di correre un campionato a parte. Sebastian Vettel come Michael Schumacher ai tempi della Ferrari, tutto troppo facile, macchina perfetta ed avversari troppo indietro. Fernando è abituato alle lotte epiche, alle battaglie impossibili, lo dimostrano i due titoli mondiali vinti con la Benetton che misero fine proprio all’egemonia Ferrari dopo sei titoli mondiali consecutivi costruttori e di Schumacher vincitore dei precedenti cinque mondiali piloti. Fernando ci crede, insomma, sa che il passo gara è differente, le macchine col pieno di benzina e con l’incognita gomme possono riservare tante sorprese e bisogna saperne approfittare per puntare almeno al podio, per non vedere la vetta allontanarsi sempre di più, aspettando sviluppi dagli ingegneri di Maranello. In Malesia il podio gli è sfuggito per un soffio, troppo impeto e un ala mobile che non funzionava, lo portarono al tamponamento ad Hamilton. Domani i Ferraristi sperano in un buon avvio, evitando i pericolosi ingorghi alla prima curva, un pizzico di buona sorte e la classe cristallina del pilota di Oviedo… per vedere un podio colorato di Rosso.

Alfonso Noschese

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