Serie A, Lecce si salva: è tripudio a Bari

Se la ricorderanno per molto tempo questa salvezza i tifosi del Lecce. Non solo perchè forse insperata e giunta all’indomani di una rimonta stratosferica. Ma soprattutto perchè festeggiata al San Nicola, campo di battaglia di mille derby, contro gli acerrimi rivali biancorossi. Il delirio finale con i festeggiamenti sotto lo spicco di curva, riservato ai supporters ospiti (rigorosamente muniti di tessera del tifoso) è stato il coronamento di un cammino comunque difficoltoso. Basti pensare al momento in cui, l’allenatore De Canio, decise di rimettere in mano alla società il proprio mandato rassegnando le dimissioni, nella sfida persa a Cagliari per 3-2. Era il 28 novembre 2010 e i giallorossi timbrarono la quarta sconfitta consecutiva. Alla fine i rovesci furono cinque (la partita successiva in casa con il Genoa venne persa 3-1) ma nonostante ciò, il presidente Semeraro decise di confermare il tecnico.

La scelta si è rilevata vincente, il mister nativo di Matera è stato bravo a gestire il gruppo, nonostante qualche incomprensione con il beniamino della curva Ernesto Chevanton. Ma è stato proprio l’attaccante uruguiano, a regalare forse la rete più importante ai fini della salvezza salentina. Al minuto 88 di Lecce-Napoli un tracciante mancino, si è infilato sotto la traversa di De Sanctis, permettendo ai pugliesi di guardare sugli specchietti la Samp e di superarla con una manovra perfetta.

Ad un turno dal termine il Lecce ha conseguito 41 punti, frutto di 11 successi, 8 pareggi e 18 sconfitte. E’ il trentacinquenne attaccante David Di Michele il giocatore più prolifico della stagione con otto reti, segue Corvia a sei centri, Jeda e Ruben Olivera a quattro.

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