La Spagna è campione d’Europa: Italia umiliata

Non è una serata fortunata per l’Italia e la differenza tra le due squadre in campo si vede sin dai primi minuti. Non essere la favorita è un conto, non riuscire a fare un’azione degna di nota in 45 minuti è un altro. Non si poteva chiedere di più alla nazionale di Prandelli del resto che sarebbe stato questo l’esito finale era alquanto prevedibile. Gli azzurri hanno fatto sognare per qualche ora i tifosi con una semifinale praticamente perfetta ma con una finale da dimenticare. Queste sono le furie rosse, sono i campioni del mondo e i campioni d’Europa, una scuola di calcio da cui tutti dovrebbero davvero prendere spunto- E poco importa se la storia dice che l’Italia in quella bacheca ha più trofei o che la Spagna è tornata ad alti livelli da qualche anno. Il presente è quello che conta e il presente dice che al mondo non c’è nazionale più forte di quella spagnola. L’Italia a testa bassa lascia Euro 2012 con qualche rimpianto ma anche con la consapevolezza che l’avversario è di un altro pianeta e se si spera che le cose vadano in modo diverso il cambiamento dovrà arrivare dalle squadre di club italiane.

Se la Spagna è così forte un motivo ci sarà ed è quello che i giocatori sono giovani ma soprattutto sono cresciuti nel vivaio delle giovanili di squadre come Barcellona o Real Madrid e se non hanno paura di nessun avversario un motivo c’è. Fino a quanto in Italia i giovani non avranno nulla da dire questi saranno i risultati: un attaccante del Bologna, squadra ai margini della serie A; uno del Parma parliamo di Diamanti e Giovinco per non parlare di Balotelli che non gioca neppure in Italia e potremmo continuare. Oggi la Spagna ha dato una lezione di calcio giocato ma anche una lezione di calcio studiato. Il risultato finale è stato clemente con una gara che sarebbe potuta finire in modo completamente diverso.

L’Italia lascia un Europeo in cui in ogni caso ha fatto bene, molto di più di quello che tutti si sarebbero aspettati. La Spagna è sul tetto d’Europa ed entra nella storia: mai nessuna nazionale prima era riuscita nell’impresa.

David Silva, Jordi Alba, Fernando Torres e Mata regalano la coppa alla Spagna: il cielo si tinge di rosso nella notte di Kiev.

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