Mauro Romano potrebbe essere ancora vivo. Chi l’ha visto mostra l’invecchiamento


Non hanno più parole mamma Bianca e papà Natale, si affidano alla forza dell’avvocato Antonio La Scala con la speranza che presto arrivi una svolta decisiva in questa triste storia. Da oltre 40 anni combattono per avere giustizia e verità sulla scomparsa del piccolo Mauro Romano, il loro adorato figlio. Aveva sei anni quel maledetto giorno di giugno, quando è stato sequestrato a Racale, in provincia di Lecce. Da quel giorno un calvario per questa famiglia che però non si è mai arresa. Qualche settimana fa è arrivata la prima importante novità dalle indagini svolte dalla procura di Lecce: il nome della persona che avrebbe sequestrato Mauro. Non il pedofilo da sempre sospettato, ma un amico di famiglia del quale i genitori del bambino scomparso mai avrebbero dubitato.

E oggi quindi, proprio alla luce di queste nuove evidenze, la famiglia di Mauro spera che non sia stato ucciso ma che sia stato sequestrato e venduto, successivamente. L’appello dei genitori di Mauro, e del fratello Antonio arrivato dalla Svizzera per stare al fianco di mamma e papà è solo uno: è arrivato il momento di parlare. E’ arrivato il momento di rompere quel muro di omertà che per tutti questi anni ha influenzato le vite di tutte le persone coinvolte in questa vicenda.

MAURO ROMANO POTREBBE ESSERE ANCORA VIVO?

Proprio nella speranza che Mauro sia vivo, da qualche parte, se non in Italia anche all’estero, e possa ascoltare la sua storia, da Chi l’ha visto hanno provato a fare una sorta di invecchiamento, come si fa spesso nei casi di scomparsa, prendendo una foto del piccolo Mauro e trasformandolo in un 50enne. Oggi potrebbe essere molto somigliante a suo fratello Antonio e chissà, qualcuno in qualche parte del mondo potrebbe vedere quella foto e raccontare a Mauro che in un piccolo paese del Salento, i suoi veri genitori lo stanno cercando.

L’avvocato La Scala, nel corso della puntata di Chi l’ha visto in onda il 15 luglio 2020, non si è potuto sbilanciare, in attesa che le indagini facciano il loro corso ma ha fatto ben capire, che anche dalle indagini che la sua squadra sta svolgendo, ci sono delle evidenze ben precise che lasciano pensare che Mauro, non sia stato ucciso. Di certo la notte del sequestro è stato narcotizzato e anche per questo l’avvocato pensa che nella rete ci siano coinvolte più persone, forse anche una donna. Per tutti questi anni c’è stato un muro di silenzio che adesso va squarciato.

I genitori di Mauro non si capacitano: per anni hanno aperto le porte di casa alle persone che potrebbero essere coinvolte nel sequestro di Mauro, adesso però è arrivato il momento di mettere fine a questa agonia, raccontando una volta e per sempre, quello che è successo davvero 43 anni fa.

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