Sono della piccola Iuschra i resti ritrovati nel bosco: è sempre stata lì

E’ sempre stata dove sin dall’inizio di questa brutta storia, iniziata due anni fa, tutti l’hanno cercata. Purtroppo però della bambina scomparsa in una mattina di luglio maledetta, non si sono mai trovate tracce. Le condizioni impervie della boscaglia, a detta dei soccorritori, hanno fatto si che le ricerche diventassero complicatissima. Eppure Iuschra è sempre stata lì in quel bosco, poco distante da dove l’aspettavano i suoi compagni. Si è allontanata, sfuggendo al controllo di chi avrebbe dovuto vigilare, e da quel momento, di lei si perdono le tracce. Oggi la conferma arriva dagli esami del dna. Qualche settimana fa si era parlato di un teschio ritrovato nei boschi di Serle, nel Bresciano, quei resti, sono  di Iuschra Gazi. Aveva 12 anni la ragazzina bengalese affetta da autismo scomparsa il 19 luglio 2018. Purtroppo o no, i suoi resti sono stati ritrovati. Diciamo purtroppo perchè la famiglia della piccola ha sempre sperato di poterla riabbracciare. Ma finisce, con questo ritrovamento, anche lo stato di angoscia di chi da oltre due anni continua ad aspettare notizie. La piccola potrà avere una sepoltura e le preghiere della sua famiglia.

SONO DELLA PICCOLA IUSCHRA I RESTI RITROVATI NEI BOSCHI DI SERLE

Che i resti siano quelli della bambina lo hanno stabilito gli Spedali civili ai quali la Procura aveva affidato l’esame. “Sono sotto shock, ora so che Iuschra è davvero morta”, ha commentato il padre. Ricordiamo che Iuschra si era persa durante una gita. La piccola era scomparsa durante un’escursione con la Fobap, Fondazione bresciana assistenza psicodisabili, la cui operatrice ha già patteggiato una condanna a otto mesi.

I resti della piccola sono stati ritrovati da un cacciatore. A tal proposito chi invece si era occupato delle ricerche della bambina nel 2018 commenta: “Nella zona dove è stato trovato il teschio non siamo mai arrivati con le ricerche“, hanno spiegato i coordinatori della Protezione civile che due estati fa perlustrarono i boschi del Bresciano. “E’ una zona impervia, tra rovi e vegetazione. L’area era stata sorvolata solo da droni ed elicotteri. L’uomo non ci poteva arrivare“.

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