Federica Torzullo uccisa con 23 coltellate: a Carlomagno contestato il reato di femminicidio
Federica Torzullo uccisa con almeno 23 coltellate, ha anche cercato di difendersi. Emergono macabri dettagli sui poveri resti della donna
Il caso di Federica Torzullo si sta delineando con contorni sempre più drammatici e, nelle ultime ore, è emerso un elemento destinato ad avere un peso enorme sia sul piano giudiziario sia su quello simbolico: la Procura di Civitavecchia ha deciso di contestare a Claudio Carlomagno il nuovo reato di femminicidio, introdotto nel Codice Penale italiano e punito con l’ergastolo.
Una scelta che segna un passaggio storico, perché – secondo quanto trapela dalle informazioni disponibili – sarebbe la prima volta che viene applicata questa nuova fattispecie di reato. Il tutto mentre dall’autopsia emergono dettagli agghiaccianti sulle modalità dell’omicidio: Federica sarebbe stata uccisa con 23 coltellate.
Federica Torzullo uccisa con 23 coltellate: che cosa sta emergendo
Le risultanze autoptiche sul corpo di Federica Torzullo parlano di una violenza estrema. La donna, secondo quanto emerso, sarebbe stata raggiunta da 23 coltellate, con ferite localizzate in particolare al collo e al volto.
Un dato ancora più inquietante riguarda la presenza di parti del corpo amputate, dettaglio che rafforza ulteriormente l’ipotesi di un’aggressione brutale e non impulsiva, e che potrebbe assumere un peso rilevante anche in sede di valutazione investigativa e processuale. Sembra che le sia stata amputata una gamba, nel tentativo di distruggere il suo corpo. Federica era completamente nuda.
Claudio Carlomagno è accusato non solo di aver ucciso la moglie, ma anche di aver occultato il cadavere, sotterrandolo in un canneto dietro la sua azienda ad Anguillara. Oltre al delitto di omicidio – ora riqualificato – l’uomo risulta quindi indagato anche per occultamento di cadavere, elemento che contribuisce a delineare un quadro di presunta responsabilità particolarmente grave.
Nel frattempo è atteso un passaggio procedurale fondamentale: l’interrogatorio di convalida del fermo, fissato per mercoledì, in carcere a Civitavecchia. Secondo quanto riferito, i pubblici ministeri avrebbero modificato la contestazione alla luce delle risultanze investigative, decidendo di applicare la nuova norma che identifica in modo specifico l’uccisione di una donna come femminicidio, quando il movente è legato a dinamiche di dominio, repressione o discriminazione di genere.
Quello di Federica Torzullo è un femminicidio
La notizia della contestazione del femminicidio a Carlomagno assume un valore ulteriore perché coincide con l’entrata in vigore recente della nuova legge.
Dal 25 novembre 2025, infatti, in Italia esiste formalmente il nuovo reato di femminicidio, inserito nel Codice Penale e punito con la pena massima: l’ergastolo.
È un cambiamento che nasce da un obiettivo dichiarato: riconoscere in modo netto la specificità della violenza maschile contro le donne, soprattutto quando l’omicidio è legato a motivi di sopraffazione, punizione o annullamento della libertà femminile.
Continuano le indagini anche perchè si cerca ancora l’arma del delitto, si cerca di ricostruire minuto per minuto tutto quello che è accaduto a Federica Torzullo, tutto quello che suo marito le ha fatto. Secondo gli esperti, Carlomagno, “voleva che di sua moglie non restasse nulla”.