La piccola Beatrice di Bordighera morta per un colpo alla testa: si sarebbe potuta salvare
La piccola Beatrice era denutrita ed è morta per un colpo alla testa: se i soccorsi fossero stati chiamati, si sarebbe potuta salvare
Emergono nuovi e drammatici dettagli sulla morte della piccola Beatrice, la bambina di appena due anni trovata senza vita il 9 febbraio 2026 nell’abitazione della madre a Bordighera, in provincia di Imperia. I primi risultati dell’esame autoptico delineano un quadro estremamente grave: secondo quanto trapelato dagli accertamenti medico-legali, la bimba avrebbe potuto avere una possibilità di sopravvivere se fossero stati richiesti tempestivamente i soccorsi. E fa ancora più male, visto tutto quello che è emerso dopo, con il racconto delle sorelline di Beatrice, che hanno davvero fatto chiarezza su quanto accadeva nella loro famiglia.
Per la vicenda si trovano tuttora in carcere la madre della bambina, Emanuela Aiello, e il compagno Emanuel Iannuzzi, accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore. Entrambi hanno sempre respinto ogni addebito dichiarandosi innocenti.
>>> Il racconto shock delle due sorelline di Beatrice
Beatrice morta a Bordighera: le ultime notizie
Sebbene la relazione definitiva dei periti non sia stata ancora depositata in Procura, dalle indiscrezioni emerse in queste ore risulterebbe che Beatrice sia deceduta a causa di una grave emorragia cerebrale acuta, provocata da un violento colpo alla testa. Gli esperti avrebbero stabilito che il trauma si sarebbe verificato al massimo 48 ore prima del decesso, circostanza che collocherebbe le lesioni nel periodo in cui la bambina si trovava a Perinaldo insieme alla madre, alle sorelline e al compagno della donna.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, un intervento sanitario tempestivo avrebbe potuto offrire alla bambina concrete possibilità di essere salvata.
Beatrice, non solo il trauma cranico: altre emorragie e uno stato di grave denutrizione
L’autopsia ha inoltre evidenziato un quadro clinico ancora più allarmante. I medici legali hanno infatti riscontrato altre due emorragie interne, una a livello della parete intestinale e una ai reni. Queste lesioni non sarebbero state la causa immediata della morte, ma avrebbero comunque rappresentato un serio pericolo per la salute della bambina e, con il passare del tempo, avrebbero potuto diventare anch’esse fatali.
A rendere ancora più drammatica la vicenda è un ulteriore elemento emerso dalla perizia: Beatrice soffriva di steatosi epatica da malnutrizione, una patologia che si sviluppa quando l’organismo non riceve un apporto adeguato di proteine o è sottoposto a una prolungata carenza alimentare.
Secondo i consulenti incaricati dell’autopsia, non si sarebbe trattato di una condizione recente. La bambina sarebbe stata infatti denutrita da molto tempo, con una situazione che, stando alle valutazioni mediche, si sarebbe protratta per circa un anno, incompatibile con le normali condizioni di crescita di una bambina di due anni.
Beatrice, il caso: cosa è successo il 9 febbraio
La mattina del 9 febbraio 2026, la madre aveva contattato il 118 riferendo che la figlia aveva difficoltà respiratorie. Una volta arrivati nell’abitazione di Bordighera, però, i sanitari avevano trovato la bambina già priva di vita. Furono proprio i soccorritori a notare diversi lividi sul corpo della piccola, elementi che spinsero immediatamente la Procura di Imperia ad aprire un’inchiesta.
Nei giorni successivi la madre, Emanuela Aiello, 44 anni, venne arrestata. In un primo momento l’accusa contestata era quella di omicidio preterintenzionale. Secondo la ricostruzione del giudice per le indagini preliminari, la bambina sarebbe morta nella notte tra l’8 e il 9 febbraio e la donna avrebbe trascorso diverse ore in auto con il corpo ormai senza vita prima di chiedere aiuto.
Successivamente anche il compagno della donna, Emanuel Iannuzzi, è stato coinvolto nell’inchiesta. Oggi entrambi si trovano detenuti con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina, mentre le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio quanto accaduto nelle ultime ore di vita della piccola Beatrice.