Omicidio Chiara Poggi: aggredita in cucina? L’Estathé cambia tutto
I consulenti della famiglia di Chiara Poggi lavorano a una nuova consulenza: la ragazza potrebbe esser stata aggredita in cucina
Mentre prosegue l’indagine della procura di Pavia che vede Andrea Sempio indagato per l‘omicidio di Chiara Poggi, anche i consulenti della famiglia Poggi, come annunciato qualche settimana fa, hanno deciso di ricominciare il loro lavoro. Incrocio dei dati, nuove analisi, nuove risultanze che porterebbero a riscrivere quello che è successo la mattina in cui Alberto Stasi, secondo i consulenti dei Poggi, avrebbe ucciso Chiara. Cambia in parte la scena del delitto. Secondo il nuovo lavoro infatti, l’aggressione sarebbe iniziata in cucina, dove probabilmente Chiara stava facendo colazione. Ed è lì che Alberto stava bevendo il famoso Estathè ritrovato nella spazzatura della casa?
Omicidio Chiara Poggi ultime notizie: l’aggressione in cucina
Dunque la dinamica di quello che sarebbe successo, secondo i consulenti dei Poggi, potrebbe cambiare rispetto a quello che si è sempre pensato. Chiara avrebbe aperto al suo assasino, persona che conosceva, e avrebbe iniziato o continuato forse a fare colazione. In quello stesso frangente, Stasi avrebbe bevuto la famosa bibita ritrovata nella spazzatura?
“Abbiamo concluso il nostro lavoro — spiega il perito Dario Redaelli —. Io, da analista della scena del crimine, ho pronta la relazione che settimana prossima consegnerò ai legali i quali ne faranno l’uso che ritengono opportuno” ha detto il consulente.
“Per noi — spiega Redaelli — l’aggressione, che sfocia nell’omicidio, comincia invece in cucina, dove nella spazzatura dell’ultima colazione di Chiara è stato trovato il bricco di Estathé sulla cui cannuccia c’è il Dna di Alberto Stasi“.
Non solo la ricostruzione rispetto a quello che potrebbe essere accaduto la mattina in cui Chiara Poggi è stata uccisa. I consulenti della famiglia stanno anche lavorando sull’analisi di alcuni oggetti presenti sulla scena del crimine come la cavigliera e il ciondolo della ragazza.
L’avvocato Gian Luigi Tizzoni non ha mai nascosto il proprio scetticismo sull’efficacia della nuova indagine avviata dalla Procura di Pavia nei confronti di Andrea Sempio, ritenendola destinata a non produrre risultati concreti. Tuttavia, le più recenti iniziative lasciano intendere come i legali e i consulenti della famiglia Poggi si stiano già organizzando in vista di una prevedibile richiesta di rinvio a giudizio, di un possibile processo e di una quasi certa istanza di revisione della condanna inflitta a Stasi.
Interpellato sugli obiettivi dei nuovi accertamenti, Redaelli chiarisce la propria posizione: “A mio avviso questi elementi potrebbero essere utilizzati nell’eventualità di una richiesta di revisione, ma il mio è un ruolo puramente consulenziale. Le decisioni finali spetteranno agli avvocati”. Il primo a pensare che possa arrivare un rinvio a giudizio è del resto Andrea Sempio, oggi indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. L’uomo però ha ribadito anche in tv domenica pomeriggio, che non pensa che questo processo andrà avanti.