Roberta Bruzzone su Garlasco: “il colpevole è già stato individuato”

Nella sua intervista per il Corriere della sera, Roberta Bruzzone spiega perchè è ancora convinta della colpevolezza di Alberto Stasi

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In una lunga intervista al Corriere della sera, Roberta Bruzzone ha raccontato come è nata la sua passione per la criminologia, i casi studiati, il percorso che l’ha portata a essere oggi molto apprezzata come una grande professionista e ha parlato ovviamente, anche di quello che sta succedendo in Italia. I cold case che si riaprono e in particolare, il caso Garlasco.

Non è un mistero, Roberta Bruzzone nell’ultimo anno e mezzo ha sempre avuto una posizione netta su quello che sta accadendo, ribadendo di non aver rintracciato, neppure nella nuova indagine, nulla che possa far pensare che Chiara Poggi sia stata uccisa da una persona diversa da Alberto Stasi e lo ribadisce anche in questa intervista al Corriere della sera.

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Roberta Bruzzone: l’assassino di Chiara Poggi è già stato individuato

Spiega Roberta Bruzzone nella sua intervista al Corriere della sera: “Non voglio giudicarli, ognuno è libero di farsi la sua opinione. Ho studiato a fondo gli atti e continuo a ritenere che l’assassino sia stato già individuato. Al momento non vedo elementi, anche sul piano scientifico, in grado di cambiare il finale. L’aspetto peggiore di queste storie è che prima che si arrivi alle conclusioni tante persone finiscono nel tritacarne mediatico, vittime di sospetti spregevoli e infondati. Come è successo a Marco Poggi, il fratello, e alle sorelle Cappa, sempre al centro dei sospetti, ma escluse dall’inchiesta“.

La posizione di Roberta Bruzzone è chiara, ne ha parlato anche in questi mesi, spesso ospite di Vita in diretta o di Quarto Grado, anche dopo aver lasciato Ore 14. Non ha dubbi sul fatto che Alberto Stasi sia il solo responsabile di questo efferato delitto. E lo ribadisce anche nella sua intervista al Corriere: “Non ci sono elementi per collocare Sempio sulla scena del delitto. Finirà con un nulla di fatto. Fatico a capire cosa abbia convinto la Procura di Pavia a ripartire“.

E quando le viene chiesto se si sia mai pentita di un suo parere criminologico, Roberta Bruzzone ha commentato: “Mai. Credo nella bontà di quello che affermo perché approfondisco parecchio lo studio degli atti prima di parlare“. E poi ha aggiunto di non aver mai tentennato spiegando: “Se imbocco una strada ho le mie buone ragioni e non torno mai sui miei passi“.

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