Messaggi subliminali nei media: quanto ci condizionano?

Nei media, spesso è presente un fenomeno di cui non siamo coscienti: si tratta dei messaggi subliminali. Ma quanto ci condizionano? Vediamo innanzi tutto di cosa si tratta. I messaggi subliminali sono contenuti che giungono al consumatore senza consapevolezza. Sono presenti in molte realizzazioni mediatiche destinate a tutte le fasce di età, ma soprattutto a quelle più giovani, per mantenere elevato l’interesse per il contenuto della rappresentazione o per il prodotto commerciale che viene pubblicizzato. Il messaggio subliminale potrebbe essere uno strumento potente di manipolazione della mente, in quanto consiste nell’invio di un’informazione destinata a raggiungere una persona a livello inconscio. Si tratta, quindi, di ricevere un messaggio inconsapevolmente, appena sotto la soglia della percezione cosciente. La trasmissione di un messaggio subliminale può avvenire attraverso immagini, testi scritti, suoni che solo apparentemente illustrano un determinato argomento mentre nascondono al loro interno ulteriori frasi o immagini avulse dal contesto iniziale, che rimarrebbero inconsapevolmente nella memoria dell’osservatore. Si ha quindi sulla persona una vera e propria violazione della coscienza apportando modifiche comportamentali inspiegabili.

Nel 1956, con James Vicary, agente pubblicitario, avvennero i primi esperimenti in ambito pubblicitario, sull’elaborazione implicita dell’informazione. Veniva utilizzato un particolare strumento, il tachistoscopio, che proiettava su uno schermo cinematografico, ogni cinque secondi, per solo 1/3000º di secondo, un messaggio del tipo <<Hai fame? Mangia i popcorn!>>, oppure <<Bevi Coca-Cola!>>. Il tempo di proiezione era talmente breve da non consentire l’elaborazione consapevole dell’immagine. Un cinema del New Jersey, impiegò questa apparecchiatura per un periodo di sei settimane con il film Picnic, e le vendite aumentarono: i popcorn del 37,5% e la Coca-Cola del 38%.

Importanti furono anche i risultati raggiunti dal Dr. Hal Becker, che nel 1978 mise a punto un misterioso marchingegno chiamato Little Black Box. Era una versione aggiornata del tachistoscopio composta da un mangiacassette capace di ricevere, missare e trasmettere un segnale audio da due sorgenti separate, una delle quali era percepibile solamente a livello subliminale. L’invenzione del Dr. Becker trovò impiego nel settore della lotta ai furti condotta in almeno 37 supermercati statunitensi. La rivista Time ha riferito che, occultati nell’onnipresente musica di sottofondo, vennero inseriti messaggi con frasi ripetute 9.000 volte all’ora, a volume molto basso del genere: <<Sii onesto… non rubare… io sono onesto… non ruberò>>. Inoltre si ritiene che questo trucco sia stato, e venga tutt’ora usato, da moltissimi negozi anche per fini persuasivi.

Lo scopo di un messaggio subliminale sarebbe, se inserito nei comunicati pubblicitari, di invogliare il consumatore ad acquistare uno specifico prodotto. Oppure, attraverso la scrittura e la grafica in genere ma anche attraverso il suono, potrebbe servire a propagandare pensieri ed ideologie di qualsiasi natura. Alcuni stimoli che raggiungono il subconscio possono avere un qualche piccolo effetto sulle emozioni ed il comportamento. È però da sottolineare il fatto che, ad oggi, non è stata provata alcuna efficacia di questi messaggi nascosti nelle pubblicità.

Ultime Notizie Flash tratterà l’argomento dei messaggi subliminali in modo approfondito nelle prossime settimane. Verranno prese in considerazione le varie tipologie di messaggi subliminali (immagini, video, pubblicitari, sonori). Possono davvero condizionare le nostre scelte senza che noi ne siamo consapevoli?

Assunta De Rosa

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