Svezia, arriva la bambola disabile: è polemica

Ormai non sanno più che inventarsi. Ma chi di voi avrebbe mai immaginato che sarebbe finita sul mercato una bambola disabile? Si avete capito bene, una bambola disabile. E lo slogan per la sua promozione fa rabbrividire: “La bambola handicappata GIL, trattatela come una vera disabile!”, ma il peggio arriva dopo: ” Non dice parolacce, non ha alcuna reazione sessuale, non beve e non va mai in bagno. Meglio di una vera disabile!”. Sono alcuni degli slogan che hanno accompagnato la diffusione della bambola in alcuni negozi di Stoccolma e dintorni. E che già hanno sollevato non poche polemiche. Senza ombra di dubbio questi slogan sono davvero poco simpatici, anzi, noi li troviamo di pessimo gusto. “Meglio di una vera disabile” poi, è una frase che non merita nemmeno un commento. Vediamo qual è la spiegazione che ha spinto al commercio di questa bambola in Svezia.

Secondo Anders Westgerd, sentito da site Vice.com, la Cooperative for Independent Livingn (GIL) di Goteborg ha realizzato la bambola perché: “I membri della nostra associazione ne hanno abbastanza della discriminazione positiva nei nostri confronti. Ci trattano come bambini. Volevamo fare qualcosa di provocatorio. Non ne posso più di gente che riflette su di me e dice cose come: sei già sulla sedia a rotelle, non dovresti bere”. Quindi? una protesta per farsi trattare da persone normali? Questa sembra essere la motivazione sulla nuova bambola disabile in commercio.“Siamo esattamente come tutti gli altri. Trattateci come delle persone. Se avete un bisogno profondo di essere carini con qualcuno che ha sofferto un’infermità motoria cerebrale, potere comprare una delle nostre bambole”. Questo è  il messaggio che si cela dietro  quella che sembrava un’iniziativa commerciale, che comunque non è andata male, visto che GIL ha dovuto aumentare la produzione, inizialmente prevista a 300 unità. “Se volete una delle nostre bambole, mandateci una mail”, è l’ultimo messaggio lanciato da Westgerd.

Un’altra notizia che lascia scioccati.

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