Prenderemo il sole dentro i famosi pannelli in plexiglass? L’ideatore del progetto a Live spiega come funzionano

In questi giorni gli italiani sembrano essere ossessionati dalle vacanze estive. Mentre si continua a morire, con oltre 400 morti al giorno per il coronavirus, e si continua a perdere il lavoro e ad avere problemi molto più seri a cui pensare, l’ossessione per le ferie al mare ( come se non si potesse andare anche altrove) continuano a ossessionarci a quanto pare. E da quando sui social sono apparse le prime foto di questi pannelli di plexiglass che ci permetterebbero di “isolarci” sulla spiaggia e prendere il sole senza pericolo, non si parla d’altro.

La maggior parte delle persone, dopo aver visto il prototipo, ha bocciato l’idea senza neppure pensare a una possibile realizzazione. Ma ieri sera nello studio di Live-Non è la d’Urso, l’ideatore dei famosi pannelli in plexiglass, insieme a sua moglie ( anche se non sembrava ricordare bene il suo nome), ha spiegato che questi pannelli permetteranno di prendere il sole in tranquillità e non saranno dei forni, come molti sostengono.

A LIVE NON E’ LA D’URSO GLI INVENTORI DEI PANELLI IN PLEXIGLASS

In collegamento esterno con lo studio di Canale 5 quindi, i due inventori di questi pannelli, cercano di spiegare come funzionano. Gianluigi Nuzzi esprime parecchie perplessità in merito, ma la coppia replica con forza. Claudio Ferrari non pensa che i pannelli possano creare il temuto ‘effetto forno’: “Non è affatto vero!Il pannello in plexigass è un pannello fatto appositamente con protezione per raggi ultravioletti e non riflette il raggio all’interno per quanto riguarda il calore. Il box è aperto e staccato dalla sabbia”, prosegue Ferrari. “Pertanto l’aria circola da sotto e ha anche una porta di ingresso che fa circolare l’aria”. A dargli manforte la moglie, che ribadisce l’efficacia della loro proposta, pur riconoscendone alcuni limiti: “Il nostro un prodotto in Plexigass a protezione raggi uv, il calore passa molto meno. Se fuori ci sono 35 gradi, dentro ce ne saranno 38. Non è una soluzione geniale ma una soluzione che consente di aprire le attività balneari. Dietro queste spiagge ci sono molte altre attività come ristoranti o bar”.

E voi andreste al mare sotto questi panelli?

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