Violante Guidotti a Oggi è un altro giorno: la sua lotta contro la leucemia e la vittoria finale

Si racconta in una bella ed emozionante intervista con Serena Bortone, Violante Guidotti la moglie di Carlo Calenda. Lo fa nella puntata di Oggi è un altro giorno in onda oggi 29 settembre 2020 su Rai 1. Oggi, serena perchè finalmente la malattia si può dire sconfitta, Violante ricorda tutto quello che le è successo negli ultimi tre anni. Dalla scoperta della malattia al dover dire tutto ai tre figli passando per il grandissimo aiuto dato da tutti gli amici che sono stati sempre presentissimi. E poi il grande grazie ai medici, a chi le è stato vicino in quei momenti perchè, come ricorda Violante, solo chi ha vissuto tutto quello che si vive combattendo una leucemia, può comprendere quello che si prova.

IL RACCONTO DI VIOLANTE: COME HA SCOPERTO DI AVERE LA LEUCEMIA

La scoperta della malattia arriva un giorno per caso. Violante spiega che per mesi ha sottovalutato dei sintomi abbastanza evidenti: spossatezza, fiato corto, lividi su tutto il corpo. E così dopo le vacanze estive ha deciso di fare dei controlli, partendo dalle analisi dal sangue. Ed è proprio così che a Siena scopre di essere malata, non le dicono subito cosa ma le spiegano che deve ricoverarsi subito. Violante chiama suo marito che decide di farla trasferite al Gemelli a Roma. E lì un’altra scoperta: “Al Gemelli si accorgono quasi immediatamente che ho anche una neoplasia al seno. Per me è stato molto difficile digerire questa notizia, per me era inconcepibile pensare di dovermi trattenere due giorni in ospedale con dei figli a casa. Per fortuna l’ho scoperta subito, perché la chemioterapia che stavo facendo per la leucemia è servita anche per il cancro al seno.” Un racconto che oggi Violante fa con il sorriso, anche ricordando quanto sia importante la prevenzione ma affrontare tutto questo, non è stato semplice.

Lei e Carlo hanno deciso di dire subito tutto ai tre figli, non se la sentivano di mentire anche perchè i medici le hanno detto subito che avrebbe trascorso in ospedale mesi, non settimane.

E poi l’amore di suo marito, l’affetto dei suoi bambini, il bene immenso di tutte le amiche che si sono fatte in 4 per aiutarla con i piccoli; ma soprattutto il miracolo grazie alla donazione di midollo. “La famiglia mi ha dato la forza ma anche questo ragazzo di 19 anni che ha donato il suo midollo, compatibile con me al 100%, e mi ha salvato la vita. Anche le mie amiche mi hanno sostenuto tanto.”

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