Buongiorno mamma ispirato alla storia vera di Anna/Angela in coma per 29 anni

E’ andata in onda ieri sera la prima puntata di Buongiorno mamma e il pubblico che ha seguito la fiction di Canale 5 ha anche scoperto che la serie si ispira a una storia vera. Ovviamente romanzata con tutte le storie del caso, ma la vicenda della protagonista, la donna in coma ricorda quella di Angela Calise Moroni . Anche Angela come Anna è stata in coma per tanto tempo, per lei ben 29 anni, e suo marito è sempre rimasto al suo fianco.

Già in conferenza stampa, presentando la nuova fiction di Canale 5 si era parlato della storia di Anna che è in realtà la storia di Angela, che aveva poi ispirato quella dei protagonisti di Buongiorno mamma.

La sceneggiatrice Elena Bucaccio ha raccontato di aver preso spunto dopo aver letto della vicenda sui giornali:

Ci sono storie che sono tue ancora prima di scriverle. La storia di Anna e della sua famiglia è una di quelle. Mia figlia era nata da poco quando, aprendo il giornale, ho letto un trafiletto che parlava della moglie di Nazzareno e di quello che le era successo. Qualche ora dopo ero nell’ufficio di Luca Bernabei e piangendo gli raccontavo le emozioni che quelle poche righe mi avevano dato. La settimana seguente avevo iniziato a scrivere “Buongiorno, mamma!

Buongiorno mamma la vera storia di Angela in coma per 29 anni

Angela Calise Moroni aveva 64 e anche lei aveva una bella famiglia numerosa. Insieme a suo marito aveva infatti 5 figlie, cinque donne che si sono prese cura di lei per molto tempo. Si era sentita male il 25 gennaio del 1988 per un forte calo di potassio e da quel momento è stata assistita da suo marito Nazzareno e dalle stesse figlie Clara, Stefania, Benedetta, Noemi ed Elisabetta. La sera di quel giorno, Angela cadde a terra in seguito a una forte influenza mentre preparava la cena e Nazzareno fu il primo ad assisterla. Era il 25 gennaio 1988 Angela Calise Moroni era in casa, stava servendo la cena quando è svenuta e ha battuto la testa. Il marito, studente di medicina all’università di Chieti, la rianima e fa ripartire il suo cuore. Poi la corsa in ospedale, dove i medici danno il tragico annuncio: la donna è in stato vegetativo, per lei non c’è più nulla da fare, a parte staccare la spina e donare gli organi. Nazzareno, diacono e catechista neocatecumenale non accetta l’idea dell’eutanasia.

La storia di Angela è stata poi raccontata da suo marito a “La Croce quotidiano”. L’uomo parlava con dolcissime parole di sua moglie e ha spiegato perchè è stato sempre contrario all’eutanasia e ha deciso di assistere sua moglie per quasi 30 anni:

 Angela è stata un dono, un privilegio. Si sentì male all’improvviso, la situazione precipitò. Il primo anno fu un susseguirsi di viaggi della speranza da una clinica all’altra, per cercare di vedere se fosse possibile trovare il modo affinché Angela potesse uscire dal coma e riprendere una vita pienamente funzionale. Nessun medico però ci dava speranze in tal senso e allora abbiamo deciso che Angela dovesse tornare a casa sua, a casa nostra. È stata la scelta più giusta che ho fatto in vita mia e la rifarei. Angela per 29 anni è stata al centro della nostra famiglia”. 

Chi ha seguito la prima puntata della fiction tra l’altro sa bene che anche in una conversazione tra Agata e Guido si è parlato di questo “essere al centro” di Anna che probabilmente si è ispirato alle parole del marito di Angela che appunto, hanno colpito molto la sceneggiatrice, così tanto da farne un soggetto televisivo.

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