Aurora Ramazzotti sulla tragedia di Crans-Montana: “Commenti vomitevoli”
Aurora Ramazzotti tormentata come tutti dalla strage di Crans-Montana non può restare in silenzio davanti a certi commenti contro le vittime
Una tragedia che fa male a tutti quella di Crans-Montana dove hanno perso la vita tanti ragazzi. Aurora Ramazzotti come tutti è sconvolta da quanto accaduto, sui social scrive che sono immagini che la tormentano ma c’è anche altro. Li stiamo leggendo tutti i commenti alle notizie, le parole di chi non sa tacere e arriva ad accusare le vittime di non essere scappate, di non avere capito il pericolo, di avere preso il telefonino per filmare il momento.
Aurora Ramazzotti, come tutti, continua a seguire le notizie sperando che chi sta cercando ancora i propri figli possa abbracciarli ma non tace contro chi arriva a scrivere che c’è un distaccamento della realtà delle nuove generazioni. >>Sono sei i ragazzi italiani dispersi dopo la strage di Crans-Montana in Svizzera: identificati 12 feriti
Aurora Ramazzotti, i commenti sulla strage di Crans-Montana
“Le immagini di questa tragedia mi stanno tormentando – scrive Aurora Ramazzotti – Come i commenti vomitevoli di persone che ancora una volta non perdono l’occasione di tacere neanche davanti alla morte di così tanti giovani” prosegue Aurora Ramazzotti tra le storie Instagram mostrando alcune delle immagini della strage che continuiamo a guardare tutti, come se tutto potesse tornare indietro.
C’è chi non perde l’occasione per commentare in modo orribile e lo spiega bene l’influencer: “Questi ragazzi erano per la maggior parte minorenni. Voi giovani e incoscienti non siete stati mai? Vedendo i video la domanda che mi sorge è perché non siano state attivate misure di sicurezza dagli adulti presenti evacuando subito il locale. Non perché i ragazzi stessero filmando al posto di scappare”.
E invece è esattamente ciò che scrivono in molti, non capendo perché i ragazzi avessero in mano il cellulare e non lo sguardo rivolto all’unica via di fuga.
“Poteva essere un fratello, amico, figlio lì dentro appunto criticano il distaccamento dalla realtà delle nuove generazioni e nel frattempo lasciano commenti colpevolizzando dei minori per la loro morte. Completamente privi di empatia incuranti di chi potrebbe soffrire leggendoli. Sento il dolore delle povere famiglie delle vittime e io sono vicina. Non ho parole”.
E’ assurdo spostare l’attenzione sul perché le vittime non siano scappate, erano dei ragazzini, il tempo è stato pochissimo, in un attimo quella è diventata una trappola da cui era impossibile uscire tutti vivi. L’attenzione deve restare alta su ben altro, perché una tragedia del genere non accada più, perché non è certo la prima.
C’è bisogno anche di chi chiede silenzio ed eviti i commenti che possono solo fare altro male.