Pamela Prati avrebbe mentito anche sull’identità di suo padre: le rivelazioni su Chi


Sul nuovo numero della rivista Chi in edicola questa settimana, si parla ancora di Pamela Prati. Ma stavolta non del presente, con il Pamela Prati Gate ma con un aneddoto che riguarda il suo passato. I giornalisti di Chi sono andati in Sardegna per “indagare” in merito al passato della show girl e cercare di capire qualcosa in più sulle sue origini. E così ascoltando le persone del paese di cui la Prati è originaria, avrebbero scoperto che la donna ha spesso raccontato una storia che non corrispondeva alle realtà parlando di suo padre. Stando a quanto si legge su Chi, la Prati, parlando di suo padre, in più di una occasione avrebbe detto che era un ballerino di flamenco. Ma, a sentire le voci dei concittadini della Prati, questo non sarebbe vero.

PAMELA PRATI HA MENTITO ANCHE SUL SUO PASSATO E SULL’IDENTITA’ DI SUO PADRE?

I giornalisti di Chi hanno quindi incontrato alcune delle persone che conoscono bene la famiglia della Prati.

Pamela era bella, anche se rispetto alle sue sorelle sembrava il brutto anatroccolo. Il padre, Paolo Cantara, quello che le ha lasciate, aveva tre ‘concubine’. In paese lo chiamavano Piscittu Murtu, ‘Pescetto morto’, per antifrasi: era un po’ il Rocco Siffredi di Ozieri. E ha fatto solo figlie bellissime

Poi quando hanno saputo che la Prati diceva che suo padre era un ballerino, hanno iniziato a prenderlo in giro:

Un giorno eravamo andati insieme a caccia al cinghiale e parlammo proprio di questo. Io avevo saputo questa cosa e gli dico “Ma dai, Piscittu, allora sei esperto di flamenco?” e la sua unica risposta fu “Ma che, manco conosco il tango…

La Prati in realtà non ha mai parlato molto del suo passato e non abbiamo scovato sul web interviste in cui parla in modo diretto di suo padre. Ha però raccontato della sua infanzia difficile:

“Scoprì i tradimenti di mio padre con una donna che veniva aiutata economicamente proprio da mia madre. Gli diede l’ultimatum, lui fu incapace di rompere quella relazione e lei lo mandò via di casa. A quel punto rimase sola, con pochi mezzi, costretta a metterci in collegio ad Ozieri, dove sono nata. L’ambiente era terribile, ricordo solo freddo e maltrattamenti, quel posto è stato chiuso quando lo scandalo dei metodi usati dalle religiose che lo gestivano è definitivamente esploso. Gli episodi di abusi all’infanzia, che oggi tengono banco nelle cronache nazionali, esistevano già allora ma erano tenuti coperti da una coltre di vergogna e ipocrisia”. ( intervista da Spettacoli Tiscali a cura di Cristiano Sanna)

Questa invece una intervista del 2009 della Prati

“Mio padre ci lasciò quand’ero piccolissima. Di lui conservo solo immagini confuse : era bellissimo , alto moro,  d’origine spagnola. Poi non l’ho più visto , né sentito. Fin quando , poco prima della sua morte , mi telefonò . Io avevo appena dato un’intervista in cui accennavo alla mia famiglia. All’inizio ero felice che papà mi avesse cercata , non avevo mai perso la speranza di ritrovarlo. Invece , lui mi ferì profondamente “Devi darmi la metà dei soldi che ti ha offerto il giornale , visto che parli anche di me”. Con amarezza gli spiegai che non avevo preso nemmeno una lira , ma che se avesse avuto bisogno di soldi , l’avrei aiutato comunque. IL dolore che mi ha provocato questo episodio me lo sono tenuto dentro fino a oggi. Ora ho capito perché ho sempre cercato invano protezione e sincerità” ( fonte intervistemadyur.blogspot.com )

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