Selvaggia Lucarelli viva per miracolo racconta il drammatico incidente (Foto)


Lucarelli viva per miracolo

Sono passati 26 anni del terribile incidente che solo oggi Selvaggia Lucarelli riesce a raccontare, anche se la paura resta, quell’episodio l’ha segnata per sempre. E’ la prima volta che la scrittrice parla di quanto le è accaduto la notte del 4 dicembre 1993; si salvò per miracolo, era in auto con il suo fidanzato di allora, Gianluca, anche lui per fortuna salvo. Aveva solo 19 anni Selvaggia Lucarelli e con Gianluca approfittava del fine settimana per guadagnare qualcosa lavorando in una discoteca di Ceri, tra Roma e Civitavecchia. Finivano tardi di lavorare e lei il sabato preferiva andare a dormire a casa dei genitori per stare con loro almeno la domenica; si era trasferita a Roma e sapeva che li aveva feriti, era ancora molto giovane: Fu così che quel sabato di dicembre, intorno alle 5 del mattino, Gianluca disse ‘Ti accompagno a Civitavecchia’”. 40 chilometri di autostrada da percorrere e ovviamente a quell’ora c’erano pochissimi auto in giro. Stanca si addormentò sul sedile accanto a Gianluca, senza cintura. E’ un episodio accaduto tanti anni fa, quando la cintura purtroppo non era un obbligo. La Lucarelli ricorda solo un “botto fortissimo e un intenso odore d’erba bagnata”. Era sdraiata in un campo al buio, sentiva la testa bagnata, era sangue.


SELVAGGIA LUCARELLI RICORDA COSA E’ SUCCESSO SUBITO DOPO L’INCIDENTE IN AUTO

Capii che avevamo fatto un incidente, intravedevo la Fiesta di Gianluca a qualche metro da me. Sentii lui che mi chiamava. Urlava il mio nome come in un telefilm mediocre. Lo chiamai forte anche io. Eravamo vivi. Continuavo a chiamarlo, piangendo. Ora sentivo male al ginocchio, non potevo alzarmi. Vidi una macchina che accostava, in autostrada.

In un lungo post su Facebook Selvaggia ripercorre quei momenti, ricorda il ragazzo che si avvicinò a lei con una torcia: “Mi sollevarono in piedi e mi accorsi che il mio ginocchio destro (la rotula) era fuori dalla sua sede naturale. Mi sentii svenire. Quel ragazzo mi disse che dovevo rimanere sveglia”. Erano usciti di strada a 10 minuti da casa sua:C’era una curva, larga, Gianluca lì si era addormentato ed era andato dritto a più di 100 km orari”. Per fortuna erano finiti in una cunetta, non c’era il guardrail, l’auto però si era ribaltata e poi era tornata dritta nel campo: Io ero schizzata fuori dal parabrezza. La mia testa era zuppa perché era piena di sangue. Nulla di grave, 15 punti di sutura esattamente nel centro della testa. Ricordo il trauma nel vedermi con i capelli completamente rossi nel bagno dell’ospedale. Non potevo lavarli finché non fosse arrivato il momento della rimozione dei punti. Il ginocchio aveva subito una sublussazione. Tenni il gesso un mese”.

Il modo in cui Selvaggia Lucarelli conclude il post deve far riflettere più di tutto: “Il punto esatto in cui avrei potuto avere 19 anni per sempre l’ho guardato ogni singola volta negli anni a venire, quando sono passata per quell’autostrada. Tutti gli anni, i primi giorni di dicembre, io sento l’atmosfera di quei giorni lì, giorni che mi hanno lasciato una discreta paura della macchina, una grande indulgenza nei confronti di chi – molto giovane – è altrettanto imprudente e più sfortunato di me a 19 anni”.


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